250 pezzi per il Star Wars–The show - Magazine

Attualità Magazine Mercoledì 6 luglio 2005

250 pezzi per il Star Wars–The show

© Triennale di Milano

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L’asfalto di Milano ribolle come la lava dell’Etna.
La situazione non migliora nell’atrio della . In coda per la visita guidata alla mostra di Star Wars, mi sto letteralmente sciogliendo come un cremino al sole. Accanto a me Paolo, che di Guerre Stellari sa tutto, ma proprio tutto. Per me invece esistono solo i mitici episodi con Harrison Ford, Mark- Luke Skywalker- Hamill, la principessa Carrie Fisher e i pelosi Ewoks della luna di Endor. Per essere precisa, capitolo IV, V e VI.

La nostra guida è una figura sottile con i capelli lunghi e bianchissimi raccolti in un crocchio, più simile ad un abitante di Naboo che a una tranquilla sciura milanese.

L’accesso alla mostra avviene attraverso una galleria, strutturata come le astronavi esagonali dei film, con il bianco a contrapporsi al nero, colore predominante dello spazio espositivo, esattamente come avveniva nella sequenza di apertura del capitolo IV (Star Wars - Una nuova speranza) che segnava l’inizio della trilogia firmata da George Lucas.

Alle nostre spalle una parete ricoperta dalle locandine dei film comincia a dare la dimensione dell’evento. Ci sono poster scritti nelle lingue più diverse, un bizzarro e coloratissimo giro del mondo, dall’Estremo Oriente all’Europa.

Lungo la galleria i bozzetti originali utilizzati per realizzare costumi e astronavi, palazzi e personaggi oppure gli storyboard di alcune tra le scene più epiche, fanno strabuzzare gli occhi per il loro realismo. 250 pezzi in tutto, per un evento che sarà replicato solo a Parigi e che, qui in Italia, si arricchisce di curiose chicche originali letteralmente “strappate” - afferma la guida - alla collezione privatissima di Lucas, dopo faticosa opera di convincimento. Una di queste rarità, protetta da una teca di vetro spesso, è il pupazzo originale di Yoda, che nei primi episodi veniva animato da un burattinaio, quel Frank Oz famoso soprattutto per essere l’anima dei Muppets. A stupire è il realismo impressionante di questo burattino che pare vivo.

Dietro a tutti i costumi, i modellini e i magnifici bozzetti, infatti, si scopre un lavoro artigianale incredibile, una gran cura dei particolari e un ingegno non da poco - considerato l’uso di astuti trucchetti per sopperire alla mancanza di mezzi tecnici - in particolar modo per la realizzazione degli episodi usciti a cavallo degli anni ’80: Cotton fioc colorati montati su supporti e fatti ondeggiare con l’ausilio di un ventilatore per rendere le scene di massa, la Podrace Arena, ad esempio, di Episodio I; modellini minuscoli di un realismo a dir poco incredibile, resi artificialmente sporchi, arrugginiti e usurati, addirittura impolverati, come lo sarebbero se fossero oggetti di uso comune, in una dimensione immaginifica in cui il mondo animale, vegetale e minerale, così come li conosciamo, si mischiano.

A stupirmi sono poi i costumi. Ci sono gli abiti originali della Principessa Leila, con la polvere dei loro 30 anni – Carrie Fischer è davvero uno scricciolo!!! - e parrucche di capelli scuri acconciate con una cura a dir poco maniacale in trecce biforcute. Poco più in là, sono stati sistemati un paio di abiti bomboniera della regina Amidala, strati e strati di tulle, velluto e organza con ricercatissimi ricami. Ho un fremito quando adocchio il peloso costume del mitico Chewbacca, di un’altezza spropositata o l’armatura di Darth Vader. Mi intenerisce invece sapere che dentro al metallico di D3BO, anche quello tra i pezzi in mostra, si sia nascosto per tutti e sei gli episodi il medesimo attore, Anthony Daniels.

Dopo la moda c'è anche il design. Oggetti artistici e non solo, sedie e poltrone ad esempio, modellini di personaggi e opere che solleticano il gusto creativo e fanno riaffiorare ricordi di epopee letterarie e di favole, con il mostruoso alleato al meraviglioso tra modelli in scala 1:1 di mezzi spaziali e prototipi di creature antropomorfe, tutta quella galleria di personaggi, insomma, che popolano i malfamati bar spaziali dove Han Solo si metteva sempre nei guai.

Star Wars-The Show
, viale Alemagna 6 - Milano
tel. 02 724341
Orari: 10.30- 20.30
Ingresso: euro 7.00/5.50/4.00
Fino al 28 agosto


Cristiana Stradella

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