Magazine Mercoledì 6 luglio 2005

Ancora giallo, ancora a Genova

Magazine - Nell’ambito della rassegna , martedì 5 luglio al di Corso Italia, Mario Bottaro ha presentato Omicidio agli Erzelli di Andrea Casazza e Max Mauceri. «Presentare un giallo è fare un dispetto» esordisce Mario Bottaro, «come si fa a parlare di un libro senza poterne racconrtare la fine, nè com’è congegnata la storia?». Allora ci racconta di come è nato.

Questo libro ha infatti quasi dodici anni. È stato scritto quando Mario Bottaro era caporedattore della cronaca al Secolo XIX e gli autori due giovani cronisti. È nato di nascosto in redazione, durante le notti di lavoro. Omicidio agli Erzelli - il titolo in un primo momento doveva essere Una maschera in fuga - è una storia intricata in cui, a detta degli autori, si mangia, si beve e si fuma molto.

Così ecco che si racconta la vita di redazione, del mestiere di giornalista che vive con la normalità dell’imprevisto e soprattutto con la sindrome del ‘seguito’. Già, il tormentone che assilla il cronista dopo un fatto importante, quando il capoturno aspetta il ‘seguito’; allora il cronista di ‘nera’ deve trovare nuove notizie riguardanti l'accaduto, magari scritte il giorno prima in fretta.

Max Mauceri e Andrea Casazza si confessano: «Con questa storia ci siamo creati un ‘seguito’; così poco a poco con un lavoro divertente è nato questo libro». La prima parte è un po’ autobiografica, c’è molto della vita dei giornalisti. Poi i due autori hanno lavorato di fantasia, non dimentichiamo che le donne commissario si iniziava a vederle proprio in quel periodo. A Genova c’era Angela Burlando che per i cronisti era Miss Marple.

«Di solito il giornalista è portato a storicizzare il suo lavoro ed i suoi libri spesso sono raccolte di articoli», conclude Mario Bottaro, «Per un giornalista inventare storie è arduo. Loro due sono bravi. Questo libro piacerà molto. I due personaggi: Simona Ottonello, la commissaria, e Giulio Leonardi, giornalista romano, sono interessanti e simpatici. Nei giornali chi scrive bene poi passa a fare il responsabile di redazione – come è capitato a Mauceri - così non scrive più, con grave danno, a mio parere, per il giornale...».

Questa, quindi, è un’occasione per continuare a leggerli e a divertirsi, con una storia davvero ben congegnata.

Giorgio Boratto

di Giorgio Boratto

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