Tu devi essere il lupo - Magazine

Cinema Magazine Giovedì 19 maggio 2005

Tu devi essere il lupo

Magazine - Ve lo dico subito: andatelo a vedere. E fatelo subito, che si sa quel che succede in genere ai cosiddetti “piccoli film italiani”. Succede che nelle sale ci restano poco e, almeno in questo caso, è un peccato.
Tu devi essere il lupo è il primo film di Vittorio Moroni, regista di Sondrio che viene da una gavetta fatta di corti e documentari. Il film, che uscirà nelle sale venerdì 20 maggio e che vede protagonista l'attore genovese , ha una storia interessante alle spalle, che vale la pena di raccontare: «non pensiate che sia semplice convincere le case di produzione a far uscire un film», spiega Moroni all’anteprima genovese del suo lungometraggio. Piccolo budget, una "gestazione" di sette anni tra la scrittura della sceneggiatura e il ciak vero e proprio; la Valtellina e il Portogallo come location. Insomma: tanti sforzi e due trasferte onerose per sentirsi poi chiudere tante porte in faccia. E allora cosa si va ad inventare Moroni? Un’auto produzione tutta particolare: «sono molti i film confezionati che poi non riescono ad arrivare nelle sale. Ci siamo anche sentiti dire che “chiedere di distribuire un piccolo film italiano è come ottenere la pace nel mondo"… e allora noi, con soli 80mila Euro, siamo riusciti a distribuire il film per conto nostro. Come? Facendo girare nelle città italiane un coupon grazie al quale la gente ci “garantiva” di essere interessata alla visione del film. Versando infatti 5 Euro alla nostra Associazione culturale, il pubblico avrebbero avuto accesso al cinema solo presentando quel coupon». Successo assicurato e molta pubblicità per il film, con un passaparola che ne ha decretato un buon successo.

Carlo (interpretato da Oliva) e Vale (Valentina Merizzi, alla sua prima prova di attrice): un padre e una figlia uniti da un rapporto forte ed esclusivo. I primi problemi dell’adolescenza sembrano dividerli e un segreto rischia di cambiare la loro vita. Valentina (Valentina Carnelutti), mamma di Vale, è fuggita quando la bambina è nata, lasciandola a Carlo. La ragazzina crede che la mamma sia morta, ma Valentina, dopo molti anni trascorsi a Lisbona, torna a Sondrio inaspettatamente, forse per conoscere Vale.
Un film toccante e una bella sceneggiatura. Un bravo agli attori e a Mario Mariani, che ha composto le musiche.

«Mi sono immedesimato molto nel ruolo di genitore. E Carlo è il tipo di padre che vorrei essere in futuro», dice Ignazio, impegnato nel cinema e nel sociale: «ho appena terminato di girare un documentario come regista. Vorrei far conoscere, grazie all’Associazione - di cui faccio parte come volontario - la realtà dei ragazzi che vivono a Nairobi. Il documentario racconta il viaggio di una squadra di calcio africana verso Genova, dove i ragazzi hanno giocato un’amichevole con la primavera del Genoa e con il Chievo. Vorrei sensibilizzare così l’opinione pubblica e magari, attraverso la tv, far conoscere a tutti queste tristi realtà».

Nella foto: Ignazio Oliva e Valentina Merizzi in una scena del film.

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