Concerti Magazine Lunedì 4 luglio 2005

Gli Sciamani al Porto Antico

Leggi anche la serata di al Festival di Echoart.

Lunedì 4 luglio il si spingerà verso le frontiere dei maestri del canto difonico, con artisti dagli altipiani dell’Asia centrale di Tuva, della repubblica dell’Altai, e dal Vietnam.
La serata è un omaggio al virtuosismo di importanti maestri del canto overtones: una tecnica che si realizza con l’emissione simultanea di suoni acuti e gravi, il bordone e l’armonico. Originariamente linguaggio dei riti sciamanici, il canto overtones si manifesta anche come imitazione dei suoni della natura, dal soffio del vento ai cinguettii animali.

Nohon, Repubblica di Altai
Nato in Yaman, un piccolo villaggio sulle montagne dell’Altai, ha sviluppato la sua formazione artistica presso il College of Art a Novosibirsk e poi all'Accademia di Teatro, Musica e Cinema di San Pietroburgo per 5 anni. A trent'anni riscopre la tradizione del suo paese ricominciando a cantare e suonare la musica dei villaggi, preservandone il patrimonio, divulgandolo verso le nuove generazioni e divenendo presto un profondo conoscitore di tecniche vocali come il canto overtones.

Tran Quang Hai, Vietnam
Raffinato interprete delle tradizioni musicali dell'Estremo Oriente, maestro di artisti come Demetrio Stratos, David Hykes, Meredith. Tran Quang Hai è considerato il più grande specialista al mondo di canto difonico (o overtones).

Proveniente da una famiglia di musicisti da cinque generazioni, Tran Quang Hai ha studiato teoria e pratica della musica orientale al Centro di Musica Orientale di Parigi. Polistrumentista, suona oltre 15 strumenti musicali vietnamiti, cinesi, indiani, iraniani, indonesiani ed europei. Si è esibito in 45 Paesi, contribuendo all'introduzione della tecnica difonica nella musica contemporanea, elettroacustica, jazz e nella new age.

Huun Huur Tu, Repubblica di Tuva
La Repubblica di Tuva è un angolo di Asia rimasto inalterato nei secoli, posizionato tra la taiga siberiana, il deserto del Gobi e i monti dell’Altai. Ed è proprio da quel paese che giunge inafferrabile il suono del Khöömei, la tecnica di overtones singing (o canto armonico) e del canto di gola. La musica dei Huun Huur Tu è autentica ed allo stesso tempo innovativa per uno Stato rimasto isolato per secoli. Il gruppo è senza dubbio il più conosciuto, ha pubblicato alcuni cd e partecipato a numerosi festival internazionali.

Nella foto: Huun hur tu


Martedì 5 luglio invece ci trasferiamo a testa in giù. Il Festival del Mediterraneo va agli antipodi e permette al suo pubblico di godere di importanti suggestioni dall’Oceania: con il gruppo Josephine dalla Nuova Caledonia avremo la rara occasione di godere delle nuove frontiere della musica etnica del continente oceanico dense di contaminazioni, di elementi tradizionali e di forti valenze politiche e sociali conseguenti dalle condizioni dei popoli autoctoni.
Inoltre nella serata il festival presenta una sua inedita produzione dedicata alla magia e il potere ipnotico del Dijeeridoo con il maestro australiano Bruce Rogers.

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Oggi al cinema

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