Magazine Venerdì 1 luglio 2005

L'eros per lei

Se mi chiedete qual è una delle più importanti fonti di energia, non vi rispondo, come ricercatrice, la fusione … nucleare (l’energia del sole e della bomba atomica), ma piuttosto: l’eros. Una fusione sì, ma di corpi e menti.
Gli uomini e le donne hanno una percezione diversa dell’accendersi della passione, nell’uomo c’è un aspetto principalmente visivo, nella donna quasi speculativo. Sono le parole, le fantasie ad eccitare. Per questo la letteratura erotica, quella di maggior intensità letteraria, è spesso al femminile. Basti pensare ai “classici” Emmanuelle di Emmanuelle Arsan, Histoire d’O di Paline Réage, Il delta di venere (e altre opere) di Anais Nin e così via.

Secondo un’indagine pubblicata qualche mese fa su Nature Neuroscience ed eseguita con l’uso della tomografia PET, le zone erogene del cervello vengono stimolate, guardando foto sexy di persone dell’altro sesso, molto più nell’uomo che nella donna. Strumentali sono invece la lettura e l’immaginazione per attivare i neuroni femminili. Dunque non sono sorpresa che la raccolta Tua con tutto il corpo (edita da ) sia un piccolo e stimolante capolavoro di letteratura di genere.

L’opera è curata e presentata da , traduttrice e scrittrice che nel campo della letteratura erotica rappresenta una delle più note firme italiane. L’antologia si apre con la ventunenne , Elisabetta Pendola, che in modo provocatorio e con un linguaggio incalzante, presenta un personaggio trasgressivo, conscio del suo potere seduttivo usato quasi per sfida o vendetta.

Più malinconica Eliselle con “Preludio d’Estate”, dove la memoria è il filo conduttore di un eros sentimentale e sconfitto, una ferita da chiudere al sole, sotto il morbido tocco della crema solare abbondantemente spalmata. Sesso e intesa, difficoltà a darsi, tenendo l’amore fuori della porta, sono riflessioni che nascono dal rifugio di sabbia.

Lisa, il personaggio di La notte di Lisa, torna ad un antico amore con un sottile gioco di doppi sensi.

Angela Buccella nella sua crudezza di Fiaba è un affresco della voglia pura, di un esplosivo narcisismo vissuto quasi allo specchio.

Sofisticata, intellettuale, descrittiva Alina Rizzi, nel suo Andromeda riporta una storia come tante, un incontro casuale avvenuto ad una mostra di quadri, tra un consumato Casanova e una giovane “vittima”, ben conscia della cascata di eventi, incontro vissuto senza aspettative ma con profondo coinvolgimento del corpo e dello spirito.

Graffiante, come le altre ventenni, , ci presenta una specie di mini thriller erotico, per il dipanarsi del quale un cuore di ghiaccio è indispensabile strumento.

Monica Maggi in Impronte ha una scrittura curata, letteraria, commovente. Come il personaggio di Eliselle, si dibatte tra la pura tensione del piacere, la travolgente eroticità di un bacio, e il sentimento in agguato, tenuto al confine, tra un corpo maschile desiderabile e la sicura e solida porta di casa.

Avventuroso, ironico, crudele l’affresco Reginald guarda le stelle di Daniela Gambino, seguito da Scommessse, in cui Rosanna Figna propone un irresistibile gigolo, un uomo per poche ore, ma anche qui con una pennellata decisamente femminile: forse non sarà solo per una notte, perché Barbara, la protagonista, non è proprio una cliente, piuttosto una donna e basta.

Descrittivo e sintetico l’ultimo affresco, Il Minotauro di Deborah Rim Moiso, che si gioca su due palcoscenici diversi, pubblico e privato.

Il racconto forse più originale (e non perché l’ha scritto la capa…) è a firma di Laura Guglielmi, e s’intitiola A cena col pittore. La protagonista, partita per un’intervista ad un celebre artista, dopo la cena da cui il titolo, vive con lui un percorso voyeristico, attraversando sale e locali di un club privé, dove si contorcono corpi avvinghiati, si svolgono scene di sesso quasi violento, un eros impersonale, molto fisico. Attraverso questi ambienti conturbanti, talvolta squallidi, si muove come osservatrice ironica, mantenendo la lucidità, pur nell’eccitazione che l’atmosfera emette con la sua gamma di immagini, profumi e suoni. Trascinata nell’avventura, migrando attraverso scene di solitudine, di sesso consumato semi-pubblicamente, rimane capace di puntuale e giornalistica attenzione e di femminile indulgenza. Non sarà lo stesso per il pittore, che non è in grado di tenere a freno i propri neuroni, ormai stimolati dalle visioni erotiche. Ci sarà comunque anche per lei un prezzo, a sorpresa, da pagare.

di Adriana Albini

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