Concerti Magazine Giovedì 30 giugno 2005

C'è anche l'incantatore di serpenti

Magazine - Il apre la sua programmazione venerdì primo luglio, a partire dalle 21.00, nella piazza delle Feste del Porto Antico, con una serata completamente dedicata al subcontinente indiano. Non solo musica, ma anche spettacoli di strada, fachiri, giocolieri, incantatori di serpenti e mangiatori di fuoco della tradizione gitana del Rajasthan, il misticismo, l’estasi e la magia del canto dei Baul del Bengala e il maestro della danza Kathakali Karunkaran - che ha collaborato alla realizzazione del film epico Mahabarata di Peter Brook.

Dhoad Gitani del Rajasthan (India)

I Dhoad presentano un vero e proprio circo musicale: incessanti ritmi e vorticose danze eseguite dalla ballerina sapera - i sapera sono conosciuti come speciali incantatori di serpenti - che nella pura e ancestrale tradizione gitana propone coreografie ricche di simbologie e temi mitologici. Gli incredibili numeri del fachiro che cammina sui vetri e sui chiodi e si scatena in acrobazie col fuoco.

Baul del Bengala (India)
I Baul sono cantori e musicisti mistici vaganti provenienti dalla regione del Bengala. Questi affascinanti cantori vivono un'esistenza libera, senza distinzioni e regole, una vita semplice basata solo sulla gioia di cantare e danzare insieme in ogni luogo. Gli strumenti musicali che accompagnano i loro canti particolarissimi vengono costruiti da loro stessi e sono: ektara, strumento ad una sola corda; duggi, un piccolo tamburo; dotara, strumento a quattro corde; kkamak, strumento a corde e percussioni; dubki, tamburello ad una membrana; srikhol, percussione a due membrane.

Karunkaran Kathakali del Kerala (India)
Karunkaran in scena dà vita a personaggi sia maschili sia femminili attraverso il linguaggio mimico del Kathakali, le cui radici provengono da prima del XVII secolo. Si tratta di un teatro danza classico creato per raccontare, attraverso la mimica appunto, le epopee Indù del Mahabharata e del Ramayana. Non utilizzando la parola, l’attore-danzatore comunica con gli spettatori solo ed esclusivamente con il linguaggio del corpo, degli occhi e del volto arrivando a far comprendere le emozioni e le caratteristiche della sua narrazione.

Nella foto: Dhoad Gitani del Rajasthan (India)

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