Magazine Martedì 28 giugno 2005

La posta del cuore

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Cara Annarosa,
innanzitutto ciao, mi chiamo Andrea ed ho 32 anni, ho bisogno di sfogarmi e di avere qualche buon consiglio. Ho avuto una storia durata 12 anni, è stata una storia stupenda. Io sono innamorato alla follia, quest'anno a giugno avevamo deciso di sposarci e tutto andava a meraviglia: abbiamo preparato una casa stupenda, Lei ha acquistato i mobili e il vestito da sposa, insieme abbiamo acquistato i piccoli elettrodomestici, abbiamo prenotato chiesa e ristorante e abbiamo finito il corso matrimoniale; poi abbiamo messo la firma al comune di residenza per le pubblicazioni. Ma ad un certo punto, per la precisione tre mesi prima del matrimonio, lei mi ha telefonato piangendo in ufficio e mi ha detto che non sapeva se voleva sposarsi. È stato un trauma pazzesco per me. La spiegazione: non sa se mi ama. Da allora per me è iniziato un inferno, ho cercato di convincerla in tutti i modi, le ho detto che stava commettendo un errore ma lei niente, si è trasformata in un muro, ha assunto un distacco pazzesco. All'inizio mi ascoltava, ora addirittura non risponde al telefono e non mi fa salire su da lei. Io non so che fare, le ho chiesto spiegazioni e lei mi ha detto che è colpa del mio carattere: dice che sono possessivo e geloso, che non vuole più stare con me.
Come posso fare per recuperare questa storia? Mi sento deluso, sconfitto, abbattuto. Non mangio più, non riesco più a dormire la notte. Lei è diventata un'altra, sta uscendo con le amiche, fa conoscenza con altri uomini, va a fare fine settimana: non mi sembra proprio che stia male come me. IO pensavo che la causa di tutto fosse un altro, ma non è così: lei vuole stare da sola e vivere la sua vita. Ma è possibile che una storia così bella possa cessare da un giorno all'altro? Lei mi ha detto che questa decisione l’aveva meditata già da un anno, e che da un anno non provava la stessa passione di un tempo quando facevamo l'amore: questo può dipendere dal fatto che lo facevamo tutte le settimane da 12 anni? Ho una speranza che questa storia possa finire bene? Come mi devo comportare? Ho sbagliato a pressarla, a chiamarla tutti i giorni negli ultimi tre mesi, a cercare di convincerla tramite il padre, il fratello, gli zii, gli amici, addirittura il prete? È servito solo a farmi odiare? IO non riesco a rassegnarmi, dovrei andare in psicoanalisi? Che devo fare? Sono diventato nervoso e irascibile, quando ci vediamo lei usa atteggiamenti difensivi, dice che non mi ama, dice che mi odia, dice che le ho rovinato la vita, dice che non vuole più dipendere da me. C'è qualche speranza? Aiutatemi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Caro Andrea,
si vede che il tuo è proprio uno sfogo buttato giù e neanche riletto, pensando alla posta del cuore come ultima spiaggia, non fosse che per il fatto che mi chiamo Antonella. Invece dovresti rileggerla parecchie volte, questa lettera, perché lì troverai tutte le chiavi per interpretare ciò che è accaduto. Che tu sia geloso e possessivo si capisce non solo dalle parole che ti ha detto la tua ex fidanzata, ma da quello che più ti fa rabbia. Se rileggi bene, ti accorgi che più che dolore dalla tua lettera traspare una grande rabbia perché lei esce con le amiche, incontra altri uomini, va fuori per il weekend. Appartengo a una generazione che considera la gelosia un peccato mortale, con gli anni ho imparato che – quando raggiunge livelli tanto dolorosi per tutti - è una patologia. La tua ragazza è scappata in tempo: sareste stati infelici e poi se ne sarebbe andata comunque, perché la gelosia immotivata avvelena ogni rapporto. Credo che siate stati fortunati a lasciarvi, anche se certo non è questo che avresti voluto leggere. E forse non sarai contento neanche ora che ti do ragione: sì, devi andare in analisi e fare molta attenzione nella scelta del professionista che ti aiuterà. Devi imparare ad essere sicuro di te senza bisogno di dominare l’altro, devi anche imparare – lo so che sembra un paradosso - a metterti qualche volta nei panni degli altri e non pensare soltanto ai tuoi bisogni oppure, oggi, al tuo dolore. Quegli IO in lettere maiuscole da soli. Mi dispiace tanto per te, lo so che non puoi controllare certe reazioni, ma devi ricominciare da capo e con un aiuto. Ti auguro buona fortuna, Antonella.


Nota per Massimo di Milano. Ho ricevuto il tuo messaggio, sì, sono io, ma se non me ne scrivi un altro mettendo il tuo indirizzo nel testo non potrò risponderti, perché ricevo le lettere filtrate, senza indirizzo. Ciao.




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Nella foto un particolare della scultura "Gelosia" di Raffaele Di Meglio

di Antonella Viale

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