Concerti Magazine Sabato 25 giugno 2005

Kings, intimità non solo nordica

Magazine - Troppo pochi potranno dire “io c’ero” al concerto dei di venerdì 24 giugno 2005, una delle due anteprime del dopo quella Beck. Era la prima volta in Italia per il duo norvegese. Nell’immensità della piazza del Mare alla Fiera di Genova si sono trovati davanti poche centinaia di persone e un grande vuoto.
E vabbè, è il 24 giugno – San Giovanni patrono di Genova – c’è un ponte che calza a pennello per un weekend lungo al mare. E vabbè, al Porto Antico c’è un concerto gratis dei Linea 77 (a proposito di questo, molti sottoscrivono il morettiano “continuiamo a farci del male”. Tutto sommato, visto che l’estate conta più o meno novanta giorni, non si può dargli torto). Ma viene anche il dubbio che la piazza del Mare sarebbe stata comunque troppo grande.

I ragazzi del Nord devono avere un colpo d’occhio mica male con quella landa desolata davanti a sé. Non possono fare a meno di ironizzare. «Siamo felicissimi di essere qui, in una tranquilla serata d’estate», dice Eirik. Erlend a fine concerto dirà: «Ci vediamo l’anno prossimo! E ditelo a vostri amici!».
Superato l’imbarazzo ci prendono gusto. Sulle note di Homesick staccano l’amplificazione, si avvicinano il più possibile al pubblico e suonano così, come se fossimo in una cameretta. Loro, come loro solito, sussurrano le parole in stile Simon & Garfunkel, ma il silenzio è tale che si sente tutto. I cinquecento si scaldano e fanno sentire che non sono venuti per fare i tristi.

Impeccabili, viene da dire. Il ritmo da ballata rimane una costante per tutta l’esibizione. Il loro canto sincrono non fa una grinza, e ogni tanto si aggiungono basso (suonato, anche nell’album, dall’italiano Davide Bertolini) e violino (Tobias). Le canzoni più gettonate sono Misread e I’d rather dance with you. Tutti in platea sgambettano (senza scomporsi troppo), muovono il piedino con il sorriso stampato in faccia. La musica dei Kings of Convenience è così, trasmette serenità con le sue arie morbide e gli arpeggi dolci.

Fanno parecchie canzoni dell’ultimo (bellissimo n.d.r.) album, Riot in an Empty Street e del precedente Quiet is the New Loud. Tra parentesi, c’è qualcosa di più norvegese di questi due titoli? (“Rivolta in una strada vuota” e “Il silenzio è la nuova quiete”). D’altra parte, da quello che si legge sul loro sito, la storia del gruppo è iniziata in una casetta bianca a una mezz’ora buona di cammino da Bergen, la seconda città della Norvegia. Insomma, forse ci possiamo consolare così: loro alla calma ci sono abituati.

Per l'aftershow al Mucca Bar, i due sono arrivati passeggiando per corso Italia. Poi Erlend è salito in consolle, Eirik si è messo in disparte a godersi la serata.

Nella foto: il concerto dei Kings of Convenience alla piazza del Mare

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