Concerti Magazine Giovedì 23 giugno 2005

L'Asia al Festival del Mediterraneo

Magazine - Anche quest’anno arriva il . E siamo a quattordici. Ma non bisogna lasciarsi trarre in inganno dal nome. Su quel palco si sono esibiti artisti provenienti da ogni dove, tanto che qualcuno fa notare al direttore artistico Davide Ferrari: «Il mondo l’hai girato tutto. L’anno prossimo cosa fai?». Forse Americhe, forse. Il 2005, intanto, è dell’Asia, e se intendiamo il Mediterraneo come luogo di transito, di traffici e di incontro tra popoli (cito Ferrari), tutto torna.
Il titolo è Verso oriente, si divide in due tranche: la prima – dall’1 al 7 luglio 2005 – presso la piazza delle Feste al Porto Antico; la seconda - l’8, il 22, il 23 e il 30 luglio 2205 – presso il . Ci saranno gitani, sciamani, monaci tibetani, brass band balcaniche, didjeridoo e arie giapponesi.

«C’è una linea di continuità con il passato», dice Davide, invitandoci a guardare la brochure su cui sono scritti tutti gli ospiti del Festival sin dalla prima edizione. Sono una marea. C’è, senza dubbio, uno sguardo alla nouvelle vague orientale, che parte dalla mostra e arriva alla scuola , che raccoglie giovani da tutta Italia proprio al Castello D’Albertis, proprio da Echo Art, l’organizzatrice del Festival Med.

Si comincia - venerdì 1 luglio 2005, ore 21, presso il Porto Antico - con una serata dedicata all’India. Sul palco Kalamandan Karunkaran, che porta rappresentazione teatraldanzante dell’arte Kathakali di Kerala. A seguire i Baul, cantori mistici del Bengala, e i Dhoad, direttamente dal deserto del Rajastan. Alle 17, i musicisti incontrano il pubblico al Banano Tsunami.
Il secondo giorno - sabato 2 luglio, ore 21.30 - è tempo di Survival music, survival people: danze e musiche dei monaci tibetani di Tashi Lhumpo.
Lunedì 4 luglio, ore 21.00, andiamo sul difficile: Tran Quang Hai, vietnamita di nascita, è un maestro dell’overtone, una tecnica di canto che permette di emettere due suoni contemporaneamente. Tanto per capirci, persino Demetrio Stratos è andato a scuola da lui. Darà una prova live di questa tecnica vocale di origine sciamanica. Ancora sciamani, stavolta dalla repubblica di Tuva, nella taiga Siberiana: gli Huun Huur Tu propongono il canto dei riti divenuti tradizione popolare. E poi il canto di gola di Nohon, anche lui in stretti rapporti con lo sciamanesimo, accompagnato da strumenti a corda e scacciapensieri. Alle 17, incontro con Davide Ferrari e Tran Quang Hai al Banano Tsunami.

Martedì 5 luglio 2005, ancora ore 21, si va sempre più lontano, in Nuova Caledonia e Australia. Nella prima alcune etnie ancora lottano per l’indipendenza dalla Francia. I canti di lotta, diventati tradizione popolare in lingua caac, verranno cantati da Josephine. I giovani del suo gruppo proporranno poi un po’ di fresco Pacific Reggae. Dall’Australia, invece, arriva uno dei più noti costruttori di didjeridoo, Bruce Waters, in concerto con due giovani italiani: Andrea Ferroni e Fabio Gagliardi.

Protagonista della penultima serata al Porto Antico – mercoledì 6, ore 21 - è Joji Hirota, che si esibisce in uno spettacolo a cavallo tra musiche tradizionali giapponesi e arie d’archi occidentali. Lo accompagnano un quartetto genovese e alcune coreografie di danza studiate apposta per l’occasione. Sempre Hirota proporrà un intenso concerto di percussioni taiko. Nella stessa sera avrà luogo il concerto della monaca buddista Any Choying Drotma, che gira il mondo per finanziare la prima scuola d’educazione femminile del Nepal. I suoi incassi sono devoluti tutti lì.
Gran finale – giovedì 7, ore 21 – con Fanfare dell’Est: sul palco la Frank London’s Allstars Klezmer Brass Band e la Boban Markovic Orkestar. La prima raccoglie alcuni dei musicisti klezmer più quotati al mondo, la seconda ha ispirato Kusturica e Bregovic. Beh. È tutto. Anzi no.

Si passa al Castello D’Albertis. Venerdì 8 luglio, ore 21, è la volta delle danze dei dervisci rotanti Al Sheikh Nail Kesova. Venerdì 22 luglio, ore 21, si va nel Salento, con la musica tarantolata di Arakne Mediterranea. Sabato 23 luglio, Tamorra e tamburello con Alfio Antico, musicista che vanta collaborazioni con De Andrè, Bennato, Capossela, Arbore.
Sabato 30 luglio, ultimissimo atto del festival, con la serata dal titolo Musiche dalla via della Seta. Finito? No!

Ci sono gli incontri al : tutti i giorni - dall’1 al 8 luglio, alle ore 20, Frederich Glorian inviterà i passanti ad improvvisare e a cimentarsi; alle 20.45, Nuria incontra il pubblico per Fuoco Gitano. L'1, il 5 e il 7 luglio, a partire dalle 24, Etno Dj Party sulla chiatta a pelo d'acqua.

Nella foto in alto: Dhoad
Nella foto piccola: Any Choying Drolma

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