Guido che sfidò le Brigate rosse - Magazine

Guido che sfidò le Brigate rosse

Oggi al cinema Magazine Sabato 18 giugno 2005

Magazine - Era il 24 gennaio del 1979 quando Guido Rossa, operaio sindacalista dell'Italsider di Cornigliano, venne ucciso da un commando di brigatisti nei pressi della propria abitazione di Oregina. Molti anni sono passati, ma Genova non ha dimenticato un uomo che molti non esitano a definire un eroe.
Anche il cinema si è accorto di lui, tanto che il regista Giuseppe Ferrara trasformerà in un film la storia di Rossa. E lo farà proprio a Genova, chiamata ancora una volta a diventare set cinematografico. «Le riprese avranno inizio lunedì 20 giugno», spiega Andrea Rocco che, con la , ha contribuito alla realizzazione dell’ambizioso progetto. Piazza De Ferrari, alcuni appartamenti in periferia e, ovviamente, l’Italsider saranno le location di un film la cui troupe è tutta genovese: dal direttore della fotografia (Riccardo Gambacciani) alla scenografa (), fino ai costumisti.

Protagonisti di Guido che sfidò le Brigate rosse saranno Massimo Ghini (nel ruolo di Rossa) e Anna Galiena, che interpreterà sua moglie: i due attori erano presenti oggi, sabato 18 giugno, insieme al regista e agli altri protagonisti del film, a Palazzo Ducale (Sala Camino) per salutare i genovesi e ringraziare la città: «a sostenerci non c’è solo Genova, ma anche il movimento sindacale», spiega un Ferrara particolarmente emozionato anche per la presenza di alcuni tra gli amici di Guido Rossa: «sono felice di avere l’approvazione del "Paese che lavora"». In sala c’è anche De Biase, rappresentante dell’Ilva («la storia di Rossa coinvolge tutti: dall’Italsider a tutto il mondo del lavoro») e Sabina Rossa, figlia di Guido: «Ferrara è il regista che meglio potrà raccontare la storia di mio padre», spiega Sabina, che nel 1979 aveva quindici anni, «la sua morte mi ha lasciato tante domande e finalmente, grazie a questo film, i giovani potranno conosceranno la sua storia». Sabina scriverà presto un libro su suo padre e il suo assassinio: «oggi, ancor più che allora, ricerco la verità. Mio padre è uno dei simboli della lotta al terrorismo».

Anna Galiena è di poche parole: anche lei sembra piuttosto emozionata. «Conosco da anni Ferrara, e da anni desideravamo fare un film insieme. Di questo progetto mi ha colpito la sceneggiatura ben costruita. E mi sento onorata di poter raccontare una vicenda importante in modo avvincente».
Ghini, invece, ha molto da dire: «in me la coscienza morale e quella politica sono molto forti, e non mi vergogno a dire che questo è un film militante», afferma con forza l’attore romano, che continua: «la mia è una posizione 'scomoda': la figura di Guido Rossa a Genova è molto sentita ancora oggi», e mentre lo dice guarda Sabina. «Rossa è l'anello sacrificale tra Stato e lavoratori e non considero i brigatisti come 'compagni che sbagliano', ma come assassini», dice Ghini, colpito dall'incontro fatto il giorno prima con alcuni dei colleghi di Rossa: «compagni di vita e di lotta», afferma ancora, «tante sono le storie di questi lavoratori dell'Italsider e grandi sono i loro valori: un rapporto che andava ben oltre la fabbrica».
E se in ogni storia c'è il chiaro e lo scuro, toccherà alla giovane attrice Elvira Giannini e a Gianmarco Tognazzi interpretare il ruolo di due brigatisti: «in questo progetto c'è molto cuore», afferma Elvira, che si è documentata sulla vicenda prima di affrontare il set. Spazio anche ai genovesi con Fabrizio Contri, attore dello Stabile prestato al cinema: «prima di fare l’attore sono stato un operaio: so da dove provengo e sono fiero del mio ruolo di operaio in questo film», spiega.



Nella foto: il cast del film. Da sinistra, Fabrizio Contri, Elvira Giannini, Massimo Ghini, Anna Galiena, Giuseppe Ferrara e il produttore Carmine De Benedictis.

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