Magazine Sabato 18 giugno 2005

Venerdì 17 giugno: io c'ero

Magazine - Con la serata di venerdì 17 giugno si è concluso l’XI Festival Internazionale di Poesia di Genova. Dopo un video, il numero zero di un ciclo che ne prevede 7 e che speriamo di vedere presto nei circuiti televisivi, è salito sul palco di Palazzo Ducale, il poeta palestinese Jihad Hudaib. Ha letto due delle sue poesie, poi tradotte da Claudia Pastorino. Hudaib ci porta nella dura realtà del suo popolo: echeggiano le parole guerra, errore, pietre e rimorso.

Poi è la volta poi di Kimiko Hahn. Le sue poesie,questa volta tradotte da Viviane Ciampi. Ci dice che le cose ritornano, le cose cadaveriche diventano altre cose, semplici, comuni ma che sanno anche essere terribili. L'oro che si oppone al pane, oppure la sua favola di cappuccetto rosso dove cani, bambini e madri con gonne ricce si mescolano a moncherini di carne viva, e di questo ne sanno i corvi.

Poesie United: Milo Martin (Stai Uniti) Wehwalt Koslowski (Germania) Ben Porter Lewis(Vietnam) Toby Hoffman (Germania) Antoine Faure (Francia). Cinque ragazzi di nazionalità diverse, che con una esplosione di parole, suoni, versi chiudono la kermesse poetica.
Le loro poesie spaziano su diversi fronti; sconfinano nel rap, nella rabbia nera americana, per approdare alla musicalità holderliniana. Denunciano l’ipocrisia di questa società con Io sono un terrorista e Bach 79. Una contestazione forse già sentita, già letta, ma non bisogna non credere alla loro spontaneità: «presto... sono pronto a tutto e piscerò sulle tombe e sputerò in faccia a Dio il mio disprezzo». Giochi di parole tra il pieno e il vuoto. «E quando vedi Buddha chiedigli se tutti noi sguazziamo in questa tremenda marea di merda o se è solo uno stato d’animo incerto... Chiedigli se le sostanze narcotiche sono un beneficio per le nostre vite. Chiedigli se le donne sono intrinsecamente una razza crudele o angeli di saggezza. E quando vedi Buddha digli che lo saluto e che mi manca tanto la mia baby».

Un gran finale in crescendo con Allen Ginsberg is dead. Applauso finale e un bravo, bene, bis a Claudio Pozzani. Arrivederci a tutti nel 2006.

Giorgio Boratto

Nella foto: Kimiko Kahn e Viviane Ciampi

di Giorgio Boratto

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