Concerti Magazine Sabato 18 giugno 2005

Gli anni d'oro del nostro rock

1971-1976. ha costruito il suo libro, Codice Zena, edito da Aereostella (19 Euro), su questa manciata di anni, nei quali la musica progressiva genovese ha vissuto la sua stagione di gloria: «in queste trecento pagine ho raccolto le testimonianze della Genova di quel periodo, guardata dal punto di vista del rock progressivo», spiega l’autore, intervenuto giovedì 16 giugno alla Fnac di Genova per presentare il suo lavoro, «ho fatto ricerche su tutti i giornali dell’epoca e raccolto interviste dei protagonisti e degli addetti ai lavori; tuttavia non sono riuscito ad esaurire la materia perché continua ad emergere altra storia. E adesso che il volume è in libreria la parola passa ai lettori che hanno ricordo di quegli anni».

E infatti l’incontro alla Fnac ha avuto il sapore di un viaggio nei ricordi. La sala era gremita, e in molti avevano un aneddoto da raccontare. Una punta di nostalgia per un fermento creativo che forse non c’è più, e un po’ di rimpianto per le occasione perdute: «Genova era un posto dove veniva data la possibilità di suonare, dove i locali davano spazio per esprimersi ai gruppi underground: sarebbe potuta diventare la Liverpool italiana», ricorda , «il libro racconta queste esperienze dando la parola a chi le ha vissute e pone l’accento su una musica genovese diversa: non esiste solo quella d’autore. Si tratta di una ricerca che vuole essere una sorta di memoria collettiva da tramandare alle nuove generazioni».

E com’è il panorama musicale genovese di oggi? «I ragazzi hanno meno entusiasmo, forse perché è molto più facile il confronto: i mezzi di informazione hanno reso la musica accessibilissima. Negli anni ’70 eravamo noi a dover creare le situazioni e la voglia di suonare in giro era tanta», spiega . Di diversa opinione è il giornalista Mario Bottaro: «non credo che Genova sia poi così cambiata. Anche oggi ci sono giovani che hanno voglia di sperimentare, specialmente in campo musicale o teatrale. Il problema sono gli spazi limitati».

Da ieri ad oggi, dunque, il dibattito resta aperto e la musica continua. Il testimone passa ai gruppi di qualità che si stanno affermando nel panorama cittadino, come i Finisterre che hanno presentato alla Fnac il loro nuovo disco , e ne hanno dato un assaggio a conclusione dell’incontro.

Nella foto: Riccardo Storti.

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