Bruno Schulz: il profeta sommerso - Magazine

Teatro Magazine Martedì 6 febbraio 2001

Bruno Schulz: il profeta sommerso

Magazine - Entrando mi sembrava di averlo visto seduto tra gli oratori al tavolo ma poi con tanta gente mi sono seduta e per caso ho messo a fuoco – da miope – un altro oratore con gli occhiali e ho pensato ad una grave pecca della miopia incalzante. E invece no. Rimandate tutti gli appuntamenti dall’oculista. Era proprio lui Vittorio Sgarbi.
Si è alzato in piedi e ha “orato” più a lungo di quanto avrei potuto immaginare (la serata delle rivelazioni?). E’ partito dal confronto tra i musei quello di Trieste e il Sant’Agostino che ha definito senza sarcasmo “in stile Stazione Ferroviaria”, per poi dire “in verità” che a suo avviso la disposizione dei pannelli trova qui una dimensione molto più godibile e ariosa. Se non fosse stato per la parola “sesso”, che gli piaceva tirar fuori come coniglio bianco dal capello ogni quindici parole, il suo strampalato ma efficace racconto intorno e sopra Schulz ha tenuto tutti attacati alla seduta e molto attenti e divertiti.
Ha detto molte cose Sgarbi e, si capisce, tira un po’ a impressionare il pubblico di provincia, facendosi bello della conoscenza di testi della letteratura che la scuola non promuove (Vittorio Imbriani), l’editoria non ristampa (Schulz) e solo a chi segue le orme di Prampolini è dato goderne. Per altro ammette Sgarbi di aver ormai mancato l’aspirazione di eguagliare Prampolini e tentare di raggiungere il sapere assoluto quello in cui nessuno, solo i giovani in erba, credono nella verde stagione della gioventù per l’appunto.

Rispetto alla mostra Sgarbi ha dato due dritte per lo sguardo smarrito di tutti noi tra il pubblico: le donne in Schulz hanno una loro grandezza che sovrasta l’uomo sempre e comunque e … aggiungo io non solo per dimensione ma anche per una capacità di convogliare un senso etico più che estetico di bellezza anche quando l’età di queste figure ritratte non glielo consentirebbe più. La seconda dritta, che è poi in realtà un giudizio di merito, riguarda la capacità narrativa espressa dai disegni di Schulz (di cui do conferma) e… aggiungo io il gioco degli sguardi anche nei bozzetti meno articolati è sempre vivacissimo e intenso: un piccolo dramma consumato in camere svuotate da ogni mobilio e dense solo di carni, corpi e occhi.

Senza alcun colpo di scena, ha concluso il suo intervento lasciando la parola a Tonino Conte che, di colpo di scena, per l’appunto ha voluto parlare. Poche frasi, da annuncio ferroviario di treno in ritardo, per dire che la prima di Operetta era rimandata.
Gli applausi ci sono stati lo stesso a salutare la bella chiacchierata intellettuale su alcuni dei più grandi attori della scena artistica europea del ‘900.

Informazioni e prenotazioni Teatro della Tosse 010 2470793
Orari della mostra Bruno Schulz:
dal lunedì al sabato ore 15.30 - 21.00
domenica ore 15.30 - 19.00

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