Magazine Lunedì 13 giugno 2005

La lista della spesa

“La lista della spesa” C’è chi predica bene e razzola male.
C’è chi dice che l’indifferenza è la peggiore delle cose, e se non sei d’accordo non ti parla più.
C’è chi, con grande “umiltà”, è obbligato a farti notare che è perfetto.
C’è chi dice “sono fatta così” e con questo giustifica tutto ciò che fa.
C’è chi ti fa la lista della spesa dei torti subiti.
C’è chi dimentica di fare la lista di quelli commessi.
C’è chi ti presenta il conto e chi generosamente ti fa lo sconto.
C’è chi non accetta le scuse.
C’è chi non accetta le scuse che dovrebbe fare lei.
C’è chi le pretende e poi le rifiuta.
C’è chi le ottiene, ma non sono come le voleva.
C’è chi le rifiuta dimenticando che, così, disprezza chi le fa.
C’è chi dimentica che abbiamo sbagliato entrambe, e chi chiede scusa dimostra che almeno lo ha capito.
C’è chi si ritiene lesa maestà.
C’è chi spaccia la superbia per integrità e l’arroganza per amor proprio.
C’è chi pensa di essere sempre nel giusto.
C’è chi è nel giusto per principio.
C’è chi crede nei principi, e per essi passa sopra le persone.
C’è chi crede nelle persone, e per esse è disposto a mettere da parte i principi.
C’è chi cerca di capire dove ha sbagliato.
C’è chi non può assolutamente ammettere di aver sbagliato.
C’è chi non sbaglia mai.
C’è chi dice di avere tanti difetti ma non ne ammette neanche uno.
C’è chi si arrabbia perché gli dai del permaloso e poi non ti parla più.
C’è chi continua il suo discorso come se tu non avessi parlato.
C’è chi crede di prenderti per il culo.
C’è chi non si accorge che ci si sta prendendo da solo.
C’è chi, umilmente, non si arroga il diritto di poter perdonare.
C’è chi, per questo, si sente in diritto di condannare.
C’è chi giudica ma giudice non è.
C’è chi è, allo stesso modo e allo stesso tempo, colpevole e innocente.
C’è chi poteva fare e non ha fatto.
C’è chi voleva fare e non ha potuto.
C’è chi poteva fare e non ha voluto.
C’è chi parla tanto per parlare.
C’è chi parla solo per ascoltarsi.
C’è chi parla cercando di comunicare, anche se a volte non riesce.
C’è chi parla, parla, parla, e alla fine non ha detto nulla.
C’è chi preferisce ascoltare senza dire nulla.
C’è chi è a posto con la coscienza.
C’è chi una coscienza non ce l’ha.
C’è che alla fine ciò che conta è quanto hai amato, non quante volte hai avuto ragione.
C’è chi ha amato solo sé stessa.
C’è chi, finché potrà stare accanto a chi ama, non avrà bisogno di altro.
C’è chi, convinto di non aver bisogno di nulla, muore per mancanza d’aria.
C’è chi, convinto di non aver bisogno di nessuno, muore di solitudine.
C’è chi, un giorno, maledirà le sue stesse parole.
C’è chi, a furia di guardarsi allo specchio, crede di essere l’unico al mondo.
C’è chi, a furia di guardarsi allo specchio, riesce perfino a vedere una bella persona.
C’è chi, a furia di guardarsi allo specchio, dimentica che c’è la vita, fuori lo specchio.
C’è chi è meglio solo che male accompagnato.
C’è chi, anche da solo, è male accompagnato.

Tittyna
di Mina Vitiello

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