Magazine Lunedì 13 giugno 2005

Albini racconta Albini

C’è molta psicologia in Maschere impure l’ultimo saggio di Umberto Albini appena uscito per la , e leggere nella pagina finale i ringraziamenti a Romolo Rossi mi ha confermato che in questa chiave si può leggere la sua ultima creazione.
Mi rendo conto che la parola “saggio” non rende giustizia ad un opera così sfaccettata. Albini senior riesce sempre a rendere l’antica Grecia assai avvincente e attuale, d’altronde ai miti e alla tragedia spesso si ispirano autori moderni proprio per riproporre situazioni dell’anima che nei secoli non muta.

Desidero citare ad esempio il recentissimo volume di Padri e Figlie dove c’è il richiamo ad Edipo e ad altri rapporti con i discendenti, e il libro di Iole Baldaro Verde Gli specchi dell’eros maschile (Raffaello Cortina) dove parlando di Amanti di ieri e di oggi si citano gli Dei del greco Olimpo.

Anche in Le donne sono diverse di De Crescenzo di qualche anno fa, dove si sciorinano i misfatti maschili contro le donne, si attinge a man bassa ai tragediografi. Si parla di Ulisse che si lasciava dietro fidanzate disperate ad ogni porto, di Teseo che si liberava di Arianna piantandola in “Nasso” (ovvero sull’isola di Nasso), dopo una notte d’amore, e di innumerevoli altri. Si trattava di "misfatti" compiuti spesso senza la consapevolezza di nuocere, crudeli distrazioni, proprio perché gli uomini sono diversi, (e le donne di più) e non solo nell’aspetto fisico.

Ma chi e cosa sono le Maschere impure di Albini? Lo dice già il sottotitolo "Spettri, assassini, amori e miserie nei drammi greci”.
Si parte dai fantasmi, che come presenze inafferrabili o sogni portano ricordi, incitamenti alla vendetta, consigli, invocazioni. Nell’Ecuba di Euripide i fantasmi sono addirittura due, un vero sovraffollamento, quello di Polidoro e quello di Achille, spettri angosciati, perché solo così essi stimolano l’orrore e l’azione. Ma esistono i fantasmi, si sono chiesti gli scienziati, o sono solo un trucco letterario per riportare in vita personaggi? Un gruppetto convinto di ricercatori ogni tanto analizza persone che hanno visto o percepito spettri e vi sono due ipotesi che si contrappongono: i fantasmi sono nel cervello della gente, ma la loro percezione non è finzione ma parte da una vera modifica dei neuroni; la seconda teoria sostiene che in alcune case “spiritate” vi sono davvero zone ricche di campi magnetici che suggestionano i visitatori. Dunque i fantasmi esistono, dentro e fuori di noi, non solo sul palcoscenico.
Nei tre capitoli successivi si parla di atti violenti e cadaveri, personaggi minori, e con grande maestria, di passioni d’amore. Di queste ultime il teatro greco ha parlato in pagine stupende. Eros e Afrodite, ossia il desiderio, l'angoscia, la vendetta presenti nei versi degli antichi tragediografi ellenici, difficilmente hanno trovato profondità simili in altre letterature.

L’Eros di Sofocle è aggressivo, tormenta e distrugge l’ordine umano, porta ad eseguire gesti estremi che pure sono inevitabili. Ma non meno complesso è l’eros Euripideo, soprattutto nei miei due personaggi femminili preferiti, Medea e Fedra. Molto si è scritto di queste donne attraversate dalla passione eppure freddamente razionali; Albini riesce sempre a raccontarci qualcosa di nuovo. Medea e Fedra amano non corrisposte, la prima perché il marito l’abbandona per la nuova moglie, tradendo così lei stessa e i figli, la seconda perché si è invaghita del giovane nipote acquisito che la ignora, preso com'è dal culto della dea Artemide. In nessun caso è perdonabile l'essere rifiutate, sono donne che non accettano umiliazioni e pertanto sono costrette ad architettare punizioni esemplari che sole potranno ricostruire la loro dignità, a costo di qualsiasi crudeltà. I due personaggi maschili, Giasone e Ippolito dovranno morire, ma non assassinati, sarebbe troppo facile. Il primo dovrà sperimentare l’infinito dolore della morte della novella sposa e dei figli, il secondo la vergogna, il disprezzo paterno che si traduce in maledizione mortale. Il prezzo da pagare è alto ma ne vale la pena.

La prosa di Albini è avvincente e trasforma l’opera in un romanzo. Il romanzo dei sentimenti oscuri, del tormento di vivere, dell’orgoglio e delle tenebre, maschere impure che affollavano il dramma antico e tuttora ci accompagnano.

Nella foto: un particolare della copertina di Maschere impure
di Adriana Albini

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