Incontro all'Università con Fantozzi - Magazine

Teatro Magazine Martedì 6 febbraio 2001

Incontro all'Università con Fantozzi

Magazine - Come ormai tutti i noti e meno noti che da Genova sono transitati con la loro carovana da avanspettacolo anche Paolo Villaggio si è concesso al nutrito gruppo di studenti e di insegnanti che bramosi l'attendevano nell'aula N della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Genova in via Balbi 4.

L’attore genovese è presente in questi giorni a Genova con il monologo Delirio di un povero vecchio, da lui scritto, diretto e interpretato, ed è stato la voce recitante in Pierino e il lupo di Sergei Prokofiev e in Storia di Babar l’elefantino di Francis Poulenc in scena al Teatro Carlo Felice nella serata di domenica 4 febbraio, nel corso della quale ha ricevuto dal Comune di Genova un riconoscimento alla carriera.
Eravamo veramente in tanti in quella che normalmente è considerata una delle aule più grandi della Facoltà, ma che, quel giorno, sembrava diventata improvvisamente piccola, incapace di contenere tutti gli studenti accorsi per ascoltare l’inventore della parodia dell’impiegato medio, uno dei comici sicuramente più amati. Divertente, ironico, irriverente, Villaggio ha raccontato dei suoi esordi, dei suoi miti giovanili, Gary Cooper e Humphrey Bogart, e di come abbia sempre, suo malgrado, fatto ridere, trovando davanti a sé una strada che sembrava essere già stata tracciata. Tanti gli argomenti toccati dal comico genovese in poco meno di due ore, sollecitato in particolar modo dalle domande degli studenti che chiedevano a gran voce un suo ritorno in televisione, in risposta al nuovo tipo di comicità dilagante attualmente sul piccolo schermo, che non sembrava riscuotere grande consenso tra i presenti. Tracciando una breve storia della comicità il padre di Fantozzi e di Fracchia cita Freud e mette in luce diversi elementi che accomunano l’arte comica di alcuni grandi personaggi del passato, da Stanlio e Olio a Jerry Lewis, da Totò a Charlie Chaplin, le sue parole sembrano riportarli in vita per un attimo e la loro presenza diventa tangibile.
Villaggio ripercorre con la memoria gli anni della gioventù trascorsi a Genova. Suscitando spesso risate divertite racconta di una piccola sala cinematografica in corso Aurelio Saffi, dove in compagnia di alcuni amici assisteva ad interminabili proiezioni di capolavori del cinema russo, compresa la famosa Corazzata Potemkin.
Ascoltandolo in un silenzio pressoché assoluto, nonostante il tono sia a tratti un po’ brusco e irriverente, si percepisce ogni tanto una nota diversa e in qualche modo familiare: è Fantozzi, è sempre lui che emerge in maniera discontinua per tutta la durata dell’incontro, con modi di dire ed espressioni del viso. Si ha quasi l’impressione di essere di fronte ad un vecchio amico. autore: Valeria Rocca

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