Concerti Magazine Lunedì 5 febbraio 2001

12 anni in consolle

Sono andato all’Estoril di corso Italia, ad incontrare i Creativi della Notte (alias Mimmo Roselli e Stefano Rebora).
Intorno decolla la festa per i 12 anni di attività. Il locale è strapieno, in mezzo alla pista c’è una torta due metri per due. Riesco a rapirli per un quarto d’ora e ci ritiriamo nell’ufficio dietro al bar.
Continuano a bussare alla porta, è un viavai di personaggi eleganti e abbronzantissimi. Mimmo e Stefano si scusano. Cercano di rispondermi.
Quando avete cominciato?
Stefano: ho preso la direzione artistica dell’Acapulco, in Francia, a 19 anni. Adesso ne ho 35…
Mimmo: Dieci anni fa, facevo ragioneria e nel tempo libero mettevo i dischi, poi è diventato un lavoro.
Un momento che ricordate con particolare soddisfazione?
La manifestazione in favore di Kukes al Matilda. Abbiamo aiutato le vittime della guerra facendo ballare la gente. Unendo discoteca ed impegno sociale.
Una iniziativa atipica…
Stefano: Sì! Sembra strano incontrare impegno sociale in discoteca. Ma attenzione: faccio questo lavoro da una ventina d’anni e sono convinto di una cosa: la discoteca è ancora un luogo di comunicazione.
Se lo Stato fosse intelligente ne sfrutterebbe le potenzialità, invece a quanto sembra l’unico modo in cui il governo riesce a rapportarsi con questi posti è anticipando l’orario di chiusura o limitando i decibel…
[Entra una scultura bionda. vedo una catenella spuntare dal top: deve essere attaccata al piercing all’ombelico. Fa segno a Stefano di passarle una chiave. La guardo e il mio battito cardiaco rallenta sensibilmente. Stefano le porge la chiave, lei senza fare parola apre l’altra mano in segno di ulteriore richiesta. Forse non parla proprio, forse è un’opera d’arte afona. Stefano le dà una manciata di buoni consumazione. Si gira, se ne va. Perché?]
Ehm… Come si chiama quella creatura silenziosamente perfetta?
Roxy.
E’ dell’animazione?
Sì…
Lo avevo intuito… Ma torniamo a noi. Genova com’è, per il vostro lavoro?
Mimmo: Un posto un po’ chiuso. Musicalmente la gente non è mai stata molto aperta qui, è la città del revival, anche se negli ultimi anni c’è una certa apertura. Purtroppo se vuoi tenere “pulito” l’ambiente non si può fare musica molto particolare. E’ triste dirlo ma un certo tipo di musica, oggi, è sinonimo di sballo, pastiglie, cose del genere. Noi cerchiamo di fare musica particolare con gente normale, nei limiti del possibile.
Stefano: la differenza fra Genova e gli altri posti è che gli altri lavorano con la gente di fuori. Qui c’è solo l’utenza genovese: nessuno cerca di coinvolgere altre persone. Ragionando così la Versilia non esisterebbe… Stasera abbiamo gente di Bergamo, Milano. E’ questo che vogliamo: un locale a Genova che ragiona come uno di fuori.
E ci si riesce?
In linea di massima sì… Anche se l’anno scorso ci hanno chiuso il locale in piena estate…
Questa estate comunque l’Estoril ci sarà?
Questa estate sì. Sicuramente.
Prossime cose?
Un disco. Stiamo preparando un singolo registrato qui a Genova, dovremmo presentarlo intorno ad aprile.

Potrebbe interessarti anche: , Vincenzo Spera: «Serve un programma europeo della musica dal vivo» , Don Ciotti, Bollani e Renzo Piano, esempi per il futuro del Belpaese , Sanremo 2018: Leonardo Monteiro con Bianca. Testo e pagella , Festival di Sanremo 2018, i 20 Big in gara e le Nuove proposte , Umberto Tozzi, 40 anni che Ti Amo Live e il tour

Oggi al cinema

Darkest Minds Di Jennifer Yuh Nelson Fantascienza U.S.A., 2018 Dopo che una malattia sconosciuta ha ucciso il 98% dei bambini, il 2% dei sopravvissuti sviluppa misteriosamente dei superpoteri. Proprio a causa delle loro straordinarie abilità, i ragazzi vengono dichiarati una minaccia dal governo e rinchiusi in campi... Guarda la scheda del film