Sampdoria‑Inter vista da lei - Magazine

Outdoor Magazine Lunedì 23 maggio 2005

Sampdoria‑Inter vista da lei

Magazine - I lettori di mentelocale.it lo sanno: colui che in redazione si occupa di calcio - e della Sampdoria in particolare - è , che ogni due domeniche è lì, al Ferraris, a seguire e commentare le imprese dei blucerchiati. Ma i mentelocaliani più attenti sanno anche che qui, al secondo piano di Palazzo Ducale, vige una tradizione: ogni ultima di campionato giocata in casa si aggrega al buon Cascione una presenza femminile, che dovrà mettercela tutta per dimostrare che “di calcio se ne intende”. L’anno scorso è toccato a me e a Laura Calevo, che addirittura allo stadio non c’era mai stata ().
Domenica 22 maggio 2005, ore 14.40, pronti in postazione ci siamo io e Cascione: tribuna stampa stracolma e la presenza di giornalisti stranieri oltre ai milanesi e ai genovesi. Insomma: partita davvero importante soprattutto per la Samp, in lotta con l’Udinese per l’accesso in Champions league.
Lo spettacolo che precede l’inizio della partita è emozionante: l’intera gradinata sud si accende dei colori blucerchiati, alternati alle stelle gialle che rappresentano l’Europa: la Samp infatti – con il suo quarto posto in classifica – si giocherà l’ambita Coppa Uefa.

Bella emozione e pubblico in delirio quando i giocatori entrano in campo. Per me comincia il gioco del “riconoscimento”: quello è Flachi, poi ci sono Kutuzov e Diana. E dall’altra parte… Cascione mi vede in difficoltà: «ti scrivo quali sono quelli bravi», mi dice compassionevole. Stankovic, Cambiasso, Cordoba. E poi Adriano, ovviamente. La partita inizia con la Samp subito in attacco. I tiri di Diana e Pisano non si trasformano in gol, ma la squadra sembra motivata:
«Fra, chi hanno ammonito?», chiedo a Cascione.
«Castellini, il numero 14… c’è scritto sul foglio che hai davanti!», risponde lui.

Cascione comincia a mostrare i primi segni di insofferenza nei miei confronti. Infatti si infila le cuffie e si mette ad ascoltare la radio: «così sento cosa fa l’Udinese», si scusa. Già, l’Udinese. Che sta giocando contro il Cagliari. Ma al 26esimo del primo tempo le mie riflessioni sono interrotte dal temibile Adriano che, da solo davanti al portiere, va in gol: 0-1. Disperazione? Rabbia? Macché: il tifo sampdoriano è ora più vivo che mai. Flachi e Kutuzov ci provano ed è quasi rimonta. Poi Diana viene atterrato in area, ma per l’arbitro non è rigore. Finisce il primo tempo ed io ne approfitto per guardarmi intorno. In tribuna vip ci sono i soliti noti: il presidente Garrone, Corrado Tedeschi e lui, Vujadin Boskov, l’amato ex allenatore dei tempi migliori. Mi prende la nostalgia: Vialli, Mancini, lo scudetto…
Tra Mancio – in panchina come allenatore dell’Inter - e i tifosi della vecchia guardia sembra però che i rapporti si siano raffreddati. Anzi, la sud lo fischia quando lui non accenna nemmeno ad un saluto al popolo sampdoriano. Il secondo tempo inizia con una brutta notizia per i blucerchiati: l’Udinese passa in vantaggio. Tante le sostituzioni da parte di Mancini, che schiera gli uomini migliori – da Martins a Vieri – neanche fosse una finale di Champions League.

La Samp non si arrende ma la palla non entra, mentre gli avversari approfittano per perdere tempo. Il Cagliari pareggia, ma la partita a Genova finisce così, con un’Inter vittoriosa su una Samp decisamente superiore: «non potevo chiedere di più ai ragazzi», esordisce Walter Novellino in conferenza stampa: «era una partita da vincere e l’abbiamo persa, ma non capisco le perdite di tempo da parte dell’Inter», aggiunge polemico. Domenica prossima l’Udinese incontrerà un Milan che non ha più niente da perdere: «ma per noi la gara è ancora aperta, e io non mollo», conclude il Mister dispiaciuto per il pubblico, che oggi ha mostrato grande attaccamento alla squadra nonostante la sconfitta, richiamando allenatore e giocatori in campo a fine partita per un saluto e un ringraziamento.
«I tifosi sono stati sempre vicini alla squadra e meritano una Samp come quella di oggi», replica capitan Volpi, che aggiunge: «non meritavamo la sconfitta, perché siamo stati superiori all’Inter».

Pavan, che molte lettrici avranno già notato anche per ragioni ben lontane da quelle calcistiche, è soddisfatto della prestazione della squadra: «dobbiamo credere fino alla fine nel raggiungimento della Champions League», commenta il numero 32 della Samp, «oggi abbiamo dominato, e ne siamo orgogliosi».
Il mio pomeriggio calcistico si conclude così, con lo stadio che pian piano si svuota e i fedelissimi che ancora applaudono in gradinata. C’è un giornalista milanese dietro di me che, parlando al cellulare, commenta: «la partita è finita e l’Inter ha vinto… Però, grande pubblico quello di Genova».

Nella foto in alto: la coreografia della gradinata sud (foto di Francesco Cascione); in basso: Novellino e i giocatori salutano i tifosi (by www.sampdoria.it ).

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