Magazine Lunedì 23 maggio 2005

Sestri Levante: la Pimpa ha 30 anni

Ha i pois rossi, lunghe orecchie e una linguetta sempre in vista.
E’ inconfondibile, è la e quest’anno compie 30 anni insieme al suo Armando. Nata per far da compagna alla figlia di Altan, oggi è il cagnolino più amato dai bambini e conosciuto in 23 diversi paesi in cui è tradotto. Le sue avventure all’inizio le leggevo, come molti, sul Corriere dei piccoli, poi nel 1987 è diventata un giornalino, un mensile di “giochi e letture per bambini che crescono” e da qualche anno si è fatto più sostanzioso (dal 1994 è edito da Franco Panini Ragazzi). Da tempo (1983 circa) è anche una serie di cartoni animati prodotti dalla RAI e diretti da Osvaldo Cavandoli, Enzo D’Alò e dal 2003 da Altan stesso (in VHS), nonché gioco interattivo su CD (tra ottobre e novembre 2005 uscirà il secondo) e spettacolo teatrale del Teatro dell’Archivolto (Genova): Pimpa Sogni d’oro.

Incontro il papà della Pimpa Francesco Tullio Altan a Sestri Levante, dove ha ricevuto (sabato 21 maggio) il prestigioso , quest’anno giunto alla 24esima edizione, dedicato all’editoria per ragazzi e agli operatori del settore, per la creazione della sua cagnetta che è dichiarata il “Personaggio dell’anno” e testimonial dell’intera manifestazione. Altan è un “signore” – come dicono i bambini - alto e serio, di poche parole concise ed efficaci un po’ come l’Armando, ma più magro, con baffi e barba e senza cappello.

Leggere la Pimpa è un piacere perché tutto il giornalino è impregnato, anche nelle parti di svago, gioco, puntini e labirinti... del personaggio che i bambini «...considerano proprio come un’amica - sottolinea Altan - una compagna di giochi, con cui hanno un rapporto speciale, senza perdere mai di vista che è un cane». La forza della Pimpa sta nel suo essere parte di una grande famiglia: il suo padrone/papà l’Armando e un gruppo di amici fedeli Tito, Coniglietto, Rosita e Colombino. A questi si aggiunge tutto il mondo maraviglioso della natura, che lei abita e vive a suo modo e che, dal tronco d’albero, all’aereo al sole e giù fino ai piatti e alla sveglia, parlano e interagiscono con lei nella misura in cui le loro proprie caratteristiche glielo consentono. «Un’amico mi ha raccontato che suo figlio un giorn-- mi svela Altan - così, di punto in bianco, butta una mela dalla finestra e quando lui gli chiede cosa fa, il bimbo risponde: la faccio volare, come fa la Pimpa». Il giornalino apre sempre su una storia di due o tre pagine, a cui segue un’altra vicenda, questa volta raccontata dalla Pimpa e all’interno della quale si inseriscono i passatempi, i giochi di logica e di colore. E’ un percorso dentro la sua vita, sia essa quotidiana o straordinaria, e la possibilità di percorrerla con lei e i suoi amici fa sì che l’esperienza resti unica. Al centro di ogni numero c’è sempre da scoprire un gioco di carta (maschere, domino, carte, cubi e personaggi, ecc.) da staccare e costruire. Proprio in fondo ad ogni uscita c’è poi il “Diario della Pimpa” una, due o tre pagine su cui vengono pubblicati, fitti fitti, tutti i disegni dei lettori-bambini. «Li pubblichiamo proprio tutti - mi rivela Altan - si tratta solo di avere pazienza».
E quando qualche giovane lettore si sente grande e smette l'abbonamento scrive: «Cara Pimpa sono diventato grande e per questo ho deciso di non comprarti più...però resterai per semper nel mio cuore».

Le storie a fumetti traggono lo «spunto fondamentale - mi racconta ancora Altan - dalle stagioni; poi dipende, a volte decido di farla stare in casa oppure di farla viaggiare, o di farla andare in cielo. Ci sono tanti ambienti e situazioni che mi spingono a costruire le nuove avventure. Oppure apro l’enciclopedia degli animali e allora mi fermo su di uno, ad esempio l’orsetto lavatore, e parto dalle sue caratteristiche, dal suo habitat e dalle sue abitudini di vita per inventarmi nuove storie e letture».

Il giornalino negli anni è cambiato. da settembre 2004, ha una nuova copertina più spessa, rigida e patinata (un po' di nostalgia per la vecchia e ruvida c'è) e anche la grafica all’interno è stata aggiornata. «Le bimbe del ‘77 - mi spiega Altan - sono oggi le nuove mamme…». Questo è il motivo che si sono dati all'editrice Panini per l’impennata delle vendite notata già qualche anno addietro a cui hanno prontamente risposto. «Il cambiamento della Pimpa è avvenuto nel tempo, un’evoluzione naturale che non ho controllato, è semplicemente successa. Ha interessato tutti i livelli quello della grafica, ma anche i dialoghi che prima erano dei pensierini, mentre oggi sono più articolati».

Ma dopo trent’anni il papà della Pimpa si annoia? «No, mi diverto ancora e moltissimo. La Pimpa è nata per mia figlia Francesca allora bambina, ma dopo di lei l’ho fatta vivere per tutti gli altri. Oggi spesso vado nelle scuole e la disegno per altri bambini, così continua...»

Ecco la motivazione della giuria del Premio Andersen: "Per aver creato, trent’anni or sono, un personaggio oggi più che mai fresco e vivo, poetico e arguto, incantevole e limpido, semplice e al tempo stesso ricco e complesso. Come l’infanzia".

Nella foto in alto Francesco Tullio Altan. In basso Gualtiero Schiaffino in fuga con la Pimpa

Potrebbe interessarti anche: , Auguri Andrea Camilleri! Lo scrittore compie 93 anni, la recensione del Metodo Catalanotti , Rosso Barocco, «l'arte può diventare una passione pericolosa»: l'ultimo noir dei fratelli Morini , Superman, a fumetti la storia dei suoi creatori: eroi del quotidiano con il dono di saper far sognare , Il segreto del mercante di zaffiri di Dinah Jefferies, una drammatica storia romantica , Maurizio De Giovanni, Il purgatorio dell’angelo: tempo di confessioni per il commissario Ricciardi

Oggi al cinema

Un amore così grande Di Cristian De Mattheis Commedia Italia, 2018 Vladimir parte dalla Russia, San Pietroburgo, dopo aver perso la mamma alla volta dell’Italia, Verona, alla ricerca del padre che non aveva mai conosciuto. Quest’ultimo ha abbandonato la madre di Vladimir a San Pietroburgo quando lui aveva pochissimi... Guarda la scheda del film