Magazine Mercoledì 18 maggio 2005

A tu per tu con Michele Vaccari

Magazine - Michele Vaccari ha la testa che gli frulla alla velocità della luce. Un’immaginazione fervidissima: «è un problema quando ti ostini a vedere nella realtà qualcosa di diverso – dice lui – diventa un pregio quando hai i mezzi per esprimerla». Lui ci sta provando. Intanto (e scusate se è poco) è diventato il più giovane direttore editoriale italiano di una collana libraria. Genovese, a poco più di ventiquattro anni ha creato Wanted, una serie per la casa editrice (i link viporterà a una pagina con scritto Servizio Sospeso, se siamo fortunati prima o poi funzionerà): dodici libri sui banditi (da quelli del far west fino alla Banda della Uno Bianca). Venerdì 20 maggio 2005, alle 18 presso la Fnac di via Venti, verrà presentato il primo volume della collana, Fra’ Diavolo, l’estetica della guerriglia di Simone Greco. Ci sarà anche un piccolo spettacolo teatrale.
Michele scrive romanzi (anzi, da grande vorrebbe fare lo scrittore) e ha una passione per la musica hip hop (canta nel gruppo ). Ma tutto iniziò ribellandosi a un futuro da ragioniere.
Gli chiedo di lui. «Dopo le superiori mi sono iscritto al Dams di Imperia. Ho lavorato a Radio Babboleo come copywriter e in post-produzione. Ho partecipato alle Fabbriche Globali dell’Antilibro - organizzate da e - e ad un cantiere della al Modena, vincendo una borsa per due anni a Torino». Poi l’incontro con l’editore di Bevivino e la proposta di Wanted. «Avevo un mese di tempo per fare tutto. Ho pensato di mettere dei grossi paletti agli autori, stimolando così il loro talento: bisognava fare la biografia di questi personaggi banditeschi». Alcuni sono noti, altri al limite tra realtà e leggenda. Fatti ed eventi sono documentati, i dialoghi sono di fantasia. Tra i protagonisti anche Vallanzasca e Lupin. Le prefazioni sono opera di scrittori noti ( per Lupin, Pinketts per Vallanzasca, Ammaniti per Fra’ Diavolo).

E i suoi libri? Michele ha pubblicato per la collana I Cattivi di Bevivino L’artigiano del male, sulla figura eccentrica di Aleister Crowley. E i progetti non mancano: «Sto cercando di pubblicare con Castelvecchi Tu vieni da Garageland, il primo romanzo sul mondo skin italiano», risponde Michele. È la storia di come i media abbiano screditato un fenomeno multiculturale e tollerante. Per raccontarla si è avvalso dell’aiuto di Marco Balestrino, leader dei . Ma ci sono anche altri progetti: Guerrieri dell’apparenza (che definisce così: «un hard core warrior si innamora di una cosplay, la rapisce per farle conoscere la città dell’apparenza». L’hard core warrior è un ragazzo che fa parte di un gruppo di estrema destra, mentre per sapere chi sono le cosplay guardate . Messaggio: vivere senza essere se stessi è più facile) e una trilogia fantapolitica-filosofica-sociale sull’applicazione delle idee di Malatesta, il famoso anarchico.

Tra Roma, Torino, Milano e Bologna, che ci dici di Genova? «È una città dai grandi fermenti culturali, ma sempre di contrasto e mai accettati. Direi che la parola adatta per descriverla sia “diffidenza”. Dal punto di vista editoriale mi piace molto come lavorano alla ». Ma con lui si può parlare anche di Genova come città musicale. Con il gruppo Zena Art Core ha partecipato all’Emergenza Festival e si è esibito in vari locali: «ci sono ottime idee in giro. Ma il centro storico è troppo mitizzato e un po’ conservatore. Si fanno poche cose veramente innovative». Finita qui? Nient'affato: «Nel 2003 ho girato il primo documentario - insieme a Lucio Basadonne – sugli ecovillaggi italiani».
E pensare che va per i venticinque...

Nella foto: Michele Vaccari

di Daniele Miggino

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