Magazine Lunedì 16 maggio 2005

Le 'Tredici lune' di Sylvana

Magazine - In un recente convegno a Cesena dedicato alla figura di Gianni Rodari, straordinario narratore per l’infanzia di cui è da poco trascorso il 25° della scomparsa, è stato ricordato l’insegnamento che l’autore di Favole al telefono ci ha lasciato: «le fiabe servono proprio perché in apparenza non servono a niente». Ad eccezione, completiamo noi, del divertimento in sé.

Ebbene, mutatis mutandis, proprio nella ricerca del piacere immune da scopi educativi prefissati, nell’acquisizione cioè di un punto di vista “bambino”, risiede il merito delle favole di Sylvana De Riva, Tredici lune (De Ferrari, 2003, pp. 92, € 10,00), presentate sabato scorso al Museo civico di Sanremo da Maria Novaro e Claudio Bertieri della Fondazione Novaro. L’appuntamento rientrava nell’ambito della mostra Mondo Fanciullo (Comune di Sanremo, Fondazione Novaro e A.R.A., centro culturale Antonio Rubino) intitolata ad Antonio Rubino narratore per ragazzi (Bertieri ne è il curatore) visitabile sino al 29 maggio e che prevede, il giorno prima, un altro momento importante: la presentazione del volume Peter Pan (edizioni Nuages) illustrato da Emanuele Luzzati.

Ma chi è Sylvana De Riva? Nom de plume di Sylvana Castagnola, ispirato dal borgo ligure di Riva Trigoso dove è nata nel 1924 e a cui è rimasta profondamente legata, è un’artista difficilmente relegabile ad un unico ambito.
Scrittrice di fantasia, architetto di immagini d’ambientazione ligure (Il meglio di Liguria, I due liguri), progettista di trame semplici e freschissime, ha dato alle stampe i suoi primi romanzi (Profili, 1987 e L’agonia del sole, 1989) con Bompiani mentre nel 2003 ha ricevuto il Premio Andersen “alla carriera”.

Con Tredici lune Sylvana raggiunge il massimo sviluppo di permutazione tra realtà e fantasia grazie a personaggi artificiosi, animali, ambientazioni naturali, ciascuno messo in scena nella finzione di ciò che è o in quella di credersi altro. Sempre, però, con un profondo senso etico che non dimentica la centralità del bambino come lettore. «Io vivo di incantamenti – ha detto la De Riva - perché credo che il fanciullo che è in noi vada preservato». Un fanciullo che trova il suo pieno sviluppo nei disegni di Elena Pungiglione, pregevole arricchimento alle Tredici lune.
Pittrice e illustratrice di libri per ragazzi, Elena ha realizzato sigle televisive per la Rai, vinto premi nazionali e internazionali, partecipato più volte ai Saloni dell’Umorismo di Berlino, Gabrovo, Bordighera, Ferrara, Lucca e al Salone del Libro di Bologna.
Nel 1993 la Regione Liguria le ha conferito il Premio “Artista dell’anno” mentre nel 1999 la Fondazione Città del Libro di Pontremoli le ha dedicato una mostra antologica “alla carriera”. I suoi disegni attraversano i confini tra illustrazioni e arte per bambini e, allo stesso tempo, rievocano reminiscenze antiche, senza che ne venga intaccato il rilievo per il presente. Proprio come nella favola animata su Cd Rom Storia di tre gatti suonatori, presentata sabato a chiusura dell’incontro. Tratta da Favole di Fra mura, raccolta di fiabe tipiche dell’omonimo borgo del Levante ligure ideata con il sostegno di Italo Calvino, Storia di tre gatti suonatori è la rivisitazione di una favola medioevale, raccontata dalla voce di Claudio Fava, con libero uso di echi dialettali. Una favola capace di usare tutti i mezzi della fantasia senza dimenticare, però, di rimanere con i piedi per terra. «Perché - ha concluso Sylvana – sono proprio le nostre vite ad essere intrecciate di fiabe».

Mara Pardini

di Mina Vitiello

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