Mises en espace tra scuola e teatro - Magazine

Teatro Magazine Teatro Duse Venerdì 13 maggio 2005

Mises en espace tra scuola e teatro

Magazine - dal 24 maggio all'11 giugno 2005
Sguardi sul teatro extraeuropeo

24-28 maggio La Chunga di Mario Vargas Llosa (Perù)
1-4 giugno La donna e il colonello di Emmanuel Dongala (Congo)
7-11 giugno Holy Day di Andrew Bovell (Australia)

Teatro e scuola.
Scuola di teatro.
Fare teatro a scuola, e molte ancora potrebbero essere le declinazioni con queste due parole. Allo Stabile di Genova, il teatro e la scuola di recitazione, ormai da anni, si incontrano in modo virtuoso e coniugano il fare scuola e teatro nella formula delle mises en espace: messe in scena ridotte allo stretto necessario, create sulle righe della drammaturgia contemporanea. Un’iniziativa giunta quest’anno alla decima edizione che ha puntato per la prima volta lo sguardo sulla drammaturgia fuori dei confini europei. Tre gli autori interessati: il celebre Mario Vargas Llosa con La chunga (24-28 maggio), dal congo Emmanuel Dongala con La donna e il colonello e dall’australia Andrew Bovell con Holy Day. Alla base della scelta la volontà di portare sulla scena autori sconosciuti o mai rappresentati in Italia, e quest'anno in particolare testi che trattano di luoghi perduti, di una concezione del tempo in cui passato e presente si fondono in un’inestricabile dimensione umana, e di una violenza che come vittima, nel rispetto della tradizione, è donna.

L’entusiasmo giovanile pervade tutta l’iniziativa – la biblioteca per la presentazione è abitata da molti allievi - al punto che Marco Sciaccaluga si dice stupito da tanto fermento, preoccupato per le straordinarie capacità dimostrate dai ragazzi e letteralmente soffocato dalla passione: «la mia impressione», indugia Sciaccaluga, «è che i ragazzi mi facciano fare il mob-flying: quel volo umano sulla massa, tipico dei concerti rock anni ’70. Spero di non rompermi la schiena». Ma la forza, la convinzione e l’emozione pura che trapela da chi fa qualcosa con passione straborda, anche se con paradossale misuratezza, dal 26enne Flavio Parenti, ex-allievo attore della scuola dello Stabile e di recente “a bottega” dai registi Marco Sciaccaluga e Matthias Langhoff. Flavio si misura quest’anno con La donna e il colonello, per la sua seconda regia – nel 2004 Il drago di Schwarz - «con attori più grandi» di lui che, ammette, sono da «dirigere con delicatezza». Nella sua direzione Flavio ha voluto integrare le maggiori "caratteristiche" della sua formazione: quindi attenzione alla parte tecnico-informatica, molto spazio e lavoro sulla musica, realizzata appositamente insieme a Raffaele Rebaudengo , e l’inserzione di un certo amore per il cinema e per una dimensione un po’ magica in cui Flavio è cresciuto, che si fonde con la concretezza imparata alla scuola di recitazione.

Accanto alle mises en espace, o meglio prima di esse, da martedì 17 maggio è tempo per gli studenti di esercitazioni, saggi e, in poche parole, del tanto atteso incontro con il pubblico, con le dinamiche di confezione e produzione di un intero spettacolo. Dal 17 maggio a sabato 21 va in scena al Teatro Duse Enrico V di William Shakespeare, in una traduzione di Anna Laura Messeri, per la regia di Massimo Mesciulam come esercitazione sui classici di cui sono protagonisti gli allievi e nel ruolo centrale il diplomato-di-fresco Alex Sassatelli. A metà giungo, invece, dal 15 al 18, è di scena il "double bill", come direbbero gli inglesi o il "lever de rideau", alla francese, che prevede un breve atto unico Fidanzati in erba, seguito dalla pièces d'esordio di Feydeau Sarto per signora.

L'energia in campo è forte e quella che dovrebbe essere una presentazione dai ritmi un po' scontati e formalizzati muta in fretta registro, su suggerimento di Poli, e si converte in un interessante dibattito sul ruolo potenziale della drammaturgia contemporanea nelle scuole di recitazione - non sarebbe male adottare anche in Italia la figura del dramaturg o resident playwright per laboratori nelle scuole di recitazione sulla drammaturgia - sulla possibilità di restare sinceri e non perdere una certa ingenuità e fervore giovanile nel lavoro anche quando si scopre, da adulti, di essere entrati nell'industria del teatro.

In alto Flavio Parenti e Massimo Mesciulam in "Galois": interessante lavoro di Luca Viganò sul confronto fra allievo e insegnante.

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