La casa razionalista del Giapppone - Magazine

Cultura Magazine Museo d'Arte Orientale Edoardo Chiossone Martedì 10 maggio 2005

La casa razionalista del Giapppone

Magazine - Mercoledì 18 maggio il museo si apre alla cittadinanza dalle ore 17 per una visita guidata. Per prenotare 010 5574022.

Un tempo Villetta Di Negro era "fuori porta", oggi il parco comunale, sede di un'antica villa neoclassica, è in pieno centro e ospita da più di 30 anni il .

Arrivarci è questione di una piacevole passeggiata che, una volta all'interno della collina verde, si vorrebbe protrarre, rapiti dalle vedute, dai profumi, dalle varietà botaniche e dall'opportunità di appartarsi e sognare.
L'entrata del museo è ariosa. Il grande volume che accoglie è un benvenuto e le molte sedute disposte tra l'ingresso e la sala principale invitano alla sosta: parlano di tempi lunghi di fruizione, di tempi orientali e non della nevroticità che ci contraddistingue. Seduti nell'ampia sala rettangolare si ha modo di prendersi un anticipo sulla collezione, gettando lo sguardo lungo le balconate e salendo già con gli occhi lungo un’atipica spirale. Per di là si va alle balconate su cui trovano posto le teche che custodiscono quella parte della collezione in esibizione permanente. Questa insolita, ma geniale disposizione consente allo sguardo di indugiare sui pezzi, dall’uno all’altro ballatoio, favorendo angolazioni diverse, con il risultato o la sensazione di aver davvero visto.

Per tre anni Genova ha deciso di parlare giapponese. Parlare è parola grossa, diciamo piuttosto guardare il fare giapponese, nelle sue varie abilità espressive.
Una scelta che parte da un punto di forza inconfutabile: possedere una tra le più vaste collezioni europee in materia, con 20.000 pezzi tra dipinti, stampe, sculture, armi e armature, bronzistica cinese e giapponese, lacche, ceramiche e porcellane, maschere teatrali, strumenti musicali, smalti e tessuti. Non tutto è esposto al museo per ovvie ragioni legate alla conservazione, ma anche per opportune motivazioni di selezione e coerenza, e certo anche per motivi di spazio – ad esempio stampe e libri illustrati sono consultabili solo su richiesta, l'esposizione permanente è quindi una campionatura delle raccolte, per classi di materiali perfettamente godibile e varia.

Ma, quest’anno in virtù dell'iniziativa, , una parte della collezione e precisamente la raccolta di Stampe e dipinti Ukiyoe, “immagini del mondo fluttuante”, del periodo Edo (1603-1867) e Meiji (1868-1912), è emigrata a Palazzo Ducale dove ha preso residenza il 16 aprile e la terrà fino al 21 agosto.
In questi lavori che parlano degli albori della modernizzazione giapponese, emerge il consolidamento di una nuova classe sociale quella dei mercanti e della borghesia cittadina in genere, che propone un suo nuovo stile di vita: fatto di una nuova moda, nuove idee sul mangiare e persino sul socializzare. Sono stampe fitte di minuscole scene di vita quotidiana, ricche dei diversi colori e raffinate dalle decorazioni finissime che, anche nel minuscolo ,spiccano per la varietà. Sono stilizzazioni di figurine umane che però contengono un grande senso del movimento e della leggerezza.

Il Giappone dunque risiede a Genova da molto tempo, dal giorno in cui le 96 casse che custodivano i pezzi raccolti da Edoardo Chiossone, arrivarono a Genova per essere esposti nella sede dell'Accademia Ligustica: era il 1905 e l'occasione era la visita a Genova del Re e della Regina d'Italia.
Il Museo restò in quella sede fino al 1940. Dal 1971 prese nuova dimora, di stile razionalista, disegnata ad hoc dall'architetto Mario Labò. Fu lo stesso Chiossone a stabilire che doveva essere un museo civico la destinazione della sua ampia raccolta, messa insieme nell'arco di una vita, i 23 anni (1875 al 1898) che il ligure trascorse in Giappone.

Artista e uomo di cultura, Chiossone (1833-1898) fu alla direzione dell'Officina Carte e Valori del Ministero delle Finanze per 16 anni, su incarico del Governo Imperiale del Giappone Meiji, per cui disegnò e incise lastre per la realizzazione di francobolli e banconote, bolli di monopolio, obbligazioni e titoli di stato contribuendo alla modernizzazione e all’apertura del Giappone.
A favorire l’opera da collezionista di Chiossone, oltre alle sue capacità, alle ottime conoscenze culturali e alle relazioni personali, furono alcune condizioni “estremamente vantaggiose” dell’epoca, come scrive Donatella Failla, direttrice del museo, tra cui: “il crollo dell'antico regime feudale; la persecuzione religiosa ai danni del buddismo e la conseguente diffusa volontà di disfarsi degli oggetti religiosi; la facile reperibilità sul mercato di armature, armi e ceselli ad esse connessi, in seguito alla soppressione delle milizie feudali (1868) e alla proibizione di indossare armi".

Una doppia occasione da non perdere (@ Villetta Di Negro e @ Palazzo Ducale) che permette di vedere pezzi della collezione normalmente non esposti e già apprezzati in una mostra di grande successo in Giappone nel 2001-02.


dal 16 aprile al 21 agosto 2005
@ Palazzo Ducale - Genova (GE)
Stampe e Dipinti, capolavori dal Museo Chiossone
Orari di visita: dalle 9 alle 21, tutti i giorni tranne il lunedi
Info 010 5574004

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