Magazine Giovedì 5 maggio 2005

Buoni i fichi d'india... ma i semi?

Magazine - Ma quanti sono i ricordi legati alla più calda delle stagioni? Deve averci pensato anche Marco Nardini che per un sacco di tempo si è portato dietro l’idea di un’antologia sull’estate.
Dopo una serie di peripezie, con annesso rischio di finire nel gruppo di quei progetti che si dissolvono, Marco è riuscito a far pubblicare Semi di Fico d’india. Venti bracciate nella nuova scrittura italiana, Casa Editrice Nuovadimensione.
Unico trade union dei 20 racconti che la riempiono, è appunto la stagione della frutta buona e delle vacanze. Sabato 7 maggio alle 18.30, questo figlio di tante mamme e tanti papà, sarà presentato al salone del libro di Torino.

Un parto collettivo che ha avuto un travaglio enorme. Ben due anni sono passati dall’estate in cui Marco Nardini ci aveva pensato per la prima volta.
Non è stato facile scegliere gli scrittori. Bisognava stringere il cerchio dei papabili. Sotto i quaranta, poteva essere una scorciatoia. Niente di personale. Ma intanto si avviava una prima scrematura. Questa antologia non doveva essere una raccolta di nomi noti. Ma neppure una di quelle cose per meteore della penna. La forza di Semi di fico d’india, sta proprio nell’aver scelto lo stile, non la fama del personaggio.

Tra gli altri hanno partecipato alla creazione dell’antologia: Nicola Lagioia, Michele Monina, Paola Presciuttini e Francesca Mazzucato. Che poi, a dirla tutta, Francesca di anni ne ha… quasi quasi quaranta. E lo dice di sentirsi un po’ la zia della situazione. Ma non ti preoccupare Francesca, che la tua penna ne dimostra molti di meno!

Una scrittura sperimentale, dal carattere forte. Questi gli unici indizi per la ricerca dei collaboratori. Che alla fine sono stati raccolti in giro per lo Stivale. Chilometri e chilometri, risparmiati solo grazie alle mail. Fino alla creazione di un blog www.factory.splinder.com , per tenere meglio i contatti. E magari per conoscere nuove penne per antologie future. A Marco piacciono i lavori collettivi e chissà non voglia iniziarne una sull’autunno?

mina.vitiello

Nella foto grande: la copertina del libro

di Giorgio Boratto

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