Magazine Giovedì 28 aprile 2005

La sensualità delle parole false

Ogni uomo ha dei ricordi
che racconterebbe solo agli amici.
Ha anche cose nella mente che
non rivelerebbe nemmeno agli amici,
ma solo a se stesso, e in segreto.
Ma ci sono altre cose che un uomo
ha paura di rivelare persino a se stesso,
e ogni uomo perbene ha un certo numero
di cose del genere accantonate nella mente

[Memorie del sottosuolo, Dostojevskij]

Il gioco è semplice e spesso lo si impara già da bambini. Magari per coprire una piccola marachella, o colmare un’insicurezza dovuta ai genitori. Ci si inventa una storia parallela verosimile, si sostituisce cosa fa paura con qualche pensiero innocuo. Ed è fatta. Il dolore viene allontanato dalla memoria, lo si fa scorrere via, anzi ancora meglio correre via, trasformando ogni giorno in una vita intera. Alcuni, con l’avanzare degli anni, dimenticano anche di dimenticare, ignorano addirittura i lamenti dei sentimenti, non si accorgono più di ciò che fanno. Non arrossiscono nemmeno più di vergogna. È la minaccia di cosa si vuole tenere nascosto che li spaventa, che li costringe a scappare, a nascondersi dietro un muro. E guardando quel muro ogni volta si convincono intimamente di coprire il ricordo.

Chi è abituato a mentire conosce bene la sensualità delle parole false. È una doppia seduzione che ci insegue pericolante su di un filo. Seduce prima la propria mente, e poi quella degli altri. Non servono stupefacenti per riuscire nel gioco, è sufficiente chiudere gli occhi e farsi corrompere dall’istinto di non vedere ciò che è reale. Si può simulare anche la sensualità della bellezza, purtroppo. È facile fingerla, mantenerla in vita e nascondere i vestiti brutti nell’armadio, sfilandosi anche l’innocenza di dosso. L’occhio di chi mente sa riconoscere a sua volta l’inganno, tormentato dalla paura di subire a sua volta il gioco.

Il grande teatro del mondo, con i suoi balletti ipocriti, le sue inibizioni e le sue pesanti falsità, frena ed oscura gli sforzi dell’uomo. Non permette di vivere con la sola sincerità. L’uomo si vede costretto a dover sedurre per sopravvivere. Tutti, prima o poi, si trovano a dover far fronte a questa consapevolezza, a questo crollo di illusioni, a questo inizio di disincanto. Bisogna avere coraggio per affrontare la vita in questo modo, ma anche tanta rabbia e delusione, e molti, moltissimi dubbi.

Alice Avallone
di Daniele Miggino

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