L'informazione: pubblica o cosa? - Magazine

Attualità Magazine Giovedì 28 aprile 2005

L'informazione: pubblica o cosa?

Magazine - Informazione di guerra: come veicolare il senso di pace?
Informazione pubblica o privata?
Informazione sì, ma come e perché?

Ha cercato di rispondere a queste e altre domande ieri - 27 aprile 2005 - Fausto Pellegrini (vicecaporedattore del Magazine di RaiNews 24) nella conferenza dal titolo Fare pace – Fare Guerra con l’informazione. Quale ruolo del servizio pubblico, che si è tenuta alla Biblioteca Berio (Genova). Pellegrini è il secondo ospite del ciclo : 5 incontri dedicati a come i media influenzano la formazione dell’identità, in programma fino al 25 maggio ‘05, a cura di Enrico Testino con l’organizzazione del Centro Iniziative per Ragazzi e dell’Arci Nuova Associazione.

Sollecitato da alcune riflessioni prodotte da Massimiliano Morettini, (Arci Nuova Associazione) sulla democratizzazione degli strumenti di informazione, sulle difficoltà di fare informazione nei campi di guerra, sull’Italia come anomalia nello scenario europeo a causa della concentrazione del potere dell’informazione e delle concessioni pubblicitarie, nonché per l’eccessiva politicizzazione dei canali d’informazione pubblica, Pellegrini ha raccontato l’esperienza di RaiNews 24. Il Canale satellitare multimediale nato nell’aprile del ’99 è un modello utile, sostiene Pellegrini, per recuperare quelle strategie editoriali che fanno di un servizio pubblico un buon servizio.

Profondamente convinto del valore del pubblico e avverso alla diffusa ed eccessiva predilezione per il privato, Pellegrini ricorda la responsabilità della comunità verso l’esistenza o meno del servizio d’informazione pubblica, «che è di tutti, non dimentichiamolo». Sottolinea le garanzie che un buon servizio pubblico può dare di per sè nella delicata missione di produrre e trasmettere notizie. «L’informazione pubblica trova le sue fondamenta in tutta la Costituzione, quella privata nel solo articolo 21», suggerisce Pellegrini. Dediti ad un lavoro esclusivo sulle notizie, i redattori di RaiNews 24 puntano ad un'informazione che tenga sempre conto del contesto in cui i fatti avvengono e ascolti le testimonianze dei mille occhi, ormai onnipresenti sugli eventi, evitando così di lasciare le notizie orfane. Far prevalere il dialogo sullo scontro è un'altra strategia comportamentale azzeccata, come adottare un linguaggio rispettoso delle differenze e delle diversità culturali.Recuperare il concetto di memoria contro un modello largamente diffuso e imperante dell’eterno presente. Questi sono gli elementi portanti del lavoro della sua redazione.

La questione della pace e della guerra nell’informazione, secondo Pellegrini, sta soprattutto nel linguaggio e nel metodo. È possibile fare pace «attuando comportamenti di pace, dando spazio alle diverse voci. Non solo raccontando la pace ma anche usando linguaggi e punti di vista appropriati, che partano da espressioni positive, e che puntino a fare dell’informazione un luogo di confronto».
Pellegrini ricorda i servizi durante il G8: «a Genova, nel 2001, siamo stati gli unici a mettere allo stesso tavolo istituzioni e movimenti e a raccontare gli eventi anche tenendo conto di ciò che veniva detto e deciso all’interno dei movimenti». Un rapporto con le fonti che supera le agenzie senza negarle, ed entra nel territorio. Un modello che tutti vorremo fosse pratica comune tra chi fa informazione.

In questi giorni è sotto gli occhi di tutti il fenomeno dell’informazione prodotta dalle agenzie di stampa e riversata sulle Freepress, da un mese assai numerose anche a Genova (Prima è uscito Metro, poi City e quindi Leggo). In questi “quotidiani” si leggono gli eventi del mondo come fossero accadimenti senza relazione gli uni tra gli altri, tantomeno con noi. Proposte nel massimo dell’asetticità, le stesse notizie, che ognuno trova veicolate dai giornalisti con stili e registri diversi nei propri quotidiani-preferiti. Sembrano distanti anni luce da ciò che significa saper comunicare. Ma se la Freepress non convince, il servizio pubblico attuale non soddisfa, anzi. Pellegrini lo difende ma la platea rimane perplessa. Una signora in particolare è intervenuta per sottolineare che oggi, in Italia non è più possibile parlare di servizio pubblico nel senso auspicato da Pellegrini, un modello perso, pura fantascienza o astratta idea.

Ma tra il Pubblico, in quanto servizio, e la Freepress non c'è alternativa? Molti se lo chiedono.
Senza mitizzare internet, è possibile notare una recente diffusione sul web di forme di aggregazione che hanno prodotto nuovi modelli per l'informazione con newsletter tematiche e siti. Mi riferisco a chi propone un'informazione "altra", che si permette di fare critica là dove il giornalismo classico ha smesso, e si permette di recuperare notizie e proporre osservazioni trasversali, insolite, spesso recuperando dal dimenticatoio tutto ciò che è più debole o debolmente rappresentato. È il caso di OLI, (una newsletter), o quello del sito proposto da per citarne solo alcuni. Ma è il caso anche dei molti osservatori nati intorno ai Beni Culturali, dopo le cartolarizzazioni, di cui ne esiste una versione anche dedicata alla .

Comunque vada, la stampa non parla della stampa. I media descrivono il mondo, la società, gli uomini e le donne, (poco), ma difficilmente parlano l’uno dell’altro. In particolare i quotidiani si osservano molto tra loro, per questioni di competitività, ma è raro il caso in cui arrivino a citarsi, a fare riferimento l’uno all’altro per proporre una visione critica delle notizie e dei diversi punti di vista.

I prossimi appuntamenti:
Mercoledì 4 maggio 2005
ore 17 - Biblioteca De Amicis (Magazzini del Cotone, Porto Antico)
L'influenza dei media locali sulle comunità territoriali. Il Secolo XIX e la Liguria.
Interviene Lanfranco Vaccari, direttore del quotidiano "Il Secolo XIX"
Introduce Enrico Testino, Centro Iniziative per Ragazzi

Mercoledì 11 maggio 2005
ore 17 - Biblioteca Berio (via del Seminario, 16)
Il potere del consumo.
Interviene Vanni Codeluppi, docente di Sociologia dei Consumi nella sede di Milano dell'Università IULM. Autore di numerosi saggi e pubblicazioni. Introduce Michele Sorice, docente di Storia della radio e della televisione all'Università di Roma "La Sapienza", insegna inoltre Sociologia dei mass-media e Teorie dell'audience, ha pubblicato libri sul consumo dei media e sulla televisione.

Mercoledì 25 maggio 2005
ore 17 - Biblioteca De Amicis
Educazione e iperconsumo" Problema individuale o disagio della Civiltà?
Interviene Gianfranco Marcucci, psicologo, psicoterapeuta ABA (Associazione Studio Ricerca Anoressia e Disordini Alimentari), equipe clinica del Centro di Psicoanalisi Applicata al Disagio e ai Sintomi Contemporanei, supervisore di educatori di progetti per adolescenti.

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