Magazine Mercoledì 27 aprile 2005

Il giallo del veterinario

Ancora Giallo, ancora Genova e ancora Frilli per un nuovo libro thriller: Niente da perdere di Mario Colangelo. La casa editrice genovese si sta caratterizzando, con una scelta editoriale puntata sul giallo-noir, come leader nella promozione dei molti autori genovesi specializzati in questo tipo di racconti. Nel panorama letterario italiano questo genere potrebbe affermarsi, per merito della Fratelli Frilli Editori, come una ‘scuola giallistica genovese’, da affiancare ad altre già riconosciute: di cantautori, poeti, fumettisti… ecc.

Mario Colangelo è medico veterinario e ‘Niente da perdere’ è il suo secondo libro, dopo ‘Occhi di ghiaccio’ edito dall’editore De Ferrari-Devega. Mentre questo primo libro, che per l’autore, si potrebbe definire un istant-book scritto sull’onda emotiva dei fatti dell’11 settembre del 2001, Niente da perdere è un vero e proprio giallo, con ancora Genova come sfondo, e Albaro in particolare.

La storia thriller raccontata da ‘Niente da perdere’ si svolge come una partita a scacchi in tredici capitoli- tanti sono i capitoli del libro- ma sarebbe meglio dire in tredici mosse. Il giocatore è Paolo Simoni, un avvocato fiscalista di successo, che si trova fin dall’inizio immerso nella tragedia del rapimento del figlio Mattia: a quel punto ecco che non c’è proprio più ‘niente da perdere’.

L’avventura di Simoni è raccontata in prima persona; questo ci fa entrare subito nel vortice della disperazione del protagonista, vittima del rapimento del figlio. Prima però ci sono i due capitoli che illustrano la situazione precedente: la storia di un tentativo di corruzione e le sexi avventure del protagonista che è un quarantenne piacente. La sequenza dei colpi di scena non fanno più staccare dalla lettura…ad alleggerire il clima teso, ci sono le ironiche e improvvise annotazioni di Paolo Simoni, ma la suspence del racconto giallo non cala. Fino alla fine.

Per Mario Colangelo i gialli sono una passione, così come le pagine di cronaca nera dei giornali; ora dal piacere della lettura è passato alla scrittura e, da conoscitore dei meccanismi del thriller, sfrutta i colpi di scena. Poteva mancare un classico investigatore dalle doti sopraffine? No, il deux machina del racconto giallo c’è anche in questo libro: è Frandi, un investigatore che gioca di sponda. Frandi è un personaggio che appare secondario ma nel momento decisivo rivela tutta la sua bravura; qui sta l’originalità del commissario. Ne sentiremo ancora parlare? Colangelo ha detto che ha già pronta un’altra storia; per ora aspettiamo di vedere la risposta del pubblico…allora un ‘in bocca al lupo’ a Mario Colangelo.

Giorgio Boratto
di Giorgio Boratto

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