Viaggio in Giappone e ritorno - Magazine

Cultura Magazine Mercoledì 2 marzo 2005

Viaggio in Giappone e ritorno

Magazine - Martedì 5 aprile, alle 17.00, Gian Carlo Calza, curatore scientifico del progetto che Genova ha dedicato all'Oriente, la prima di una serie programmata di conferenze a Palazzo Ducale. Leggi il resoconto .
L'incontro fa parte della serie di in programma intorno alle 4 mostre.
Per informazioni: 010 5574004

Genova va in Giappone rimanendo comodamente tra le sue quattro mura. Si fa per dire.
Tra i molti tesori che la nostra città nasconde infatti c’è un primato europeo, spesso restato in secondo piano: il Museo d’Arte orientale Edoardo Chiossone che con la sua collezione di 20.000 pezzi giocherà finalmente il ruolo di protagonista nel 2005, ma anche nel 2006 e 2007. Dal 16 aprile e fino al 21 agosto l’Oriente, di casa nostra, invaderà la città in un’articolata manifestazione che comprende quattro mostre (allestite all’interno e nelle corti di Palazzo Ducale) e ricchi eventi collaterali sotto il titolo Giappone. Arte e trasformazioni. Il curatore scientifico del progetto, Gian Carlo Calza, docente di Storia dell’Arte orientale a Venezia, ha ammesso che all’inizio la proposta lo aveva lusingato e preoccupato allo stesso tempo: “al di là della collezione Chiossone, in che modo potevo legare la città della Lanterna al Giappone? Ho dovuto cercare a fondo, ma non a lungo” perché alla stregua del Giappone, Genova è una città che sa trasformarsi con impressionante rapidità, che sa assorbire la diversità ma che, come il Giappone, una volta ingoiati e digeriti gli stimoli, è capace di mantenere fede “ai suoi valori spirituali” e quindi a se stessa.

Continuità dunque rispetto alle promesse fatte nel 2004, in veste di Capitale della Cultura, perché Genova, nelle figure dell’amministratore delegato di Palazzo Ducale S.p.a. Anna Castellano e di Luca Borzani (assessore alla cultura del Comune di Genova), muta e si apre al confronto proponendo la sua forte identità storica, attraverso una nuova progettualità sulla cultura e una forte volontà di comunicazione, ma rifuggendo i localismi.

Accanto alla collezione E. Chiossone, di cui sarà possibile apprezzare pezzi rarissimi e mai mostrati prima, 150 lavori tra stampe policrome, dipinti e rotoli orizzontali (arte dell’ukiyoe, sviluppatasi tra 1600 e 1800), saranno di scena altre importanti istituzioni estere con le loro opere: 150 tessuti d’uso comune raccolti tra il ‘700 e il ‘900 ed eccezionalmente preservati al tempo (visto che si utilizzavano fino alla completa usura), quindi rarissimi, per Avvolti dal mito. Tessuti e costumi fra ‘700 e ‘900 a cura della specialista newyorchese Annie M. van Assche; mentre è dalla collezione Montgomery che provengono i 600 manifesti che troveranno sede del sottoporticato di Palazzo Ducale e che rappresentano il lavoro di 67 grafici appartenenti a generazioni affatto diverse per Manifesti d’artista. 1955-2005: un tuffo nella grafica giapponese che è a tutti gli effetti un’arte (tra i nomi più noti Aoba Masutero, Yamashiro Ryuichi e Kamekura Yüsaku). E, infine, una mostra-evento Hiroshima-Nagasaki. Fotografia della memoria dedicata al 60° anniversario della distruzione delle due città che, fatalmente si lega, come ricorda Maria Perosino di Codice idee per la cultura, (a cui è affidato il coordinamento generale) “in un'imprevista ma utile coincidenza, all’anno della fisica e alle celebrazioni intorno alla figura di A. Einstein”. Quest’ultima mostra comprende per l’appunto scatti sulle due città all’epoca e una terza parte che ricorda la vicenda della piccola Sadako, la sua malattia e la sua passione per gli origami che produsse con le sue mani: 1000 gru (dopo la sua morte conservate al Museo della Pace di Tokyo). Il 22 giugno, si aggiungerà a questa quarta sezione della manifestazione un'installazione, che occuperà l'intera corte maggiore di Palazzo Ducale, intesa come spazio di riflessione e non di accusa. Nella stessa giornata Genova inaugurerà il Museo del Risorgimento e festeggerà il bicentenario Mazziniano, creando forti spunti per un discorso aperto tra passato e presente.

Oltre a tutto questo, è in corso di definizione un fitto programma di eventi collaterali tra cui una rassegna cinematografica: dal cinema in costume, al cinema degli anni ’90 fino all’animazione (con proiezioni nelle sale e nei circuiti cinematografici cittadini); spettacoli di musica, teatro, danza Buto, incontri e conferenze, feste giapponesi (Kodomo no hi e Tanabata matsuri), nonché percorsi gastronomici, senza dimenticare i laboratori per bambini, le conferenze introduttive e le visite guidate per le famiglie, in breve “un fitto sistema di linguaggi diversi” messo in moto per far sì che una cultura sia libera di raccontarsi nelle sue diverse accezioni.

Punto d'eccellenza: una cinepresa in grado di riprendere a 360°, in esclusiva mondiale, farà tesoro delle mostre e di tutti gli eventi ad esse correlate proponendo sul sito www.giapponeartetrasformazioni.it , (attivo a partire dal 15 aprile) una visita virtuale della manifestazione. Una volta conclusa, a partire da agosto, chiunque in rete potrà effettuare la sua personale visita, utilizzando il mouse per modificare il punto di vista, o zoomando su testi esplicativi, su pezzi delle collezioni, oppure cliccando per ascoltare il commento dei curatori e molto altro ancora (a cura di IdeArt Srl). Un'iniziativa altamente raffinata (ottima la qualità delle immagini e praticamente inesauribile la possibilità d'accesso ad opere, commenti e spazi) che sembra proporre un nuovo tipo di turismo delle città d'arte e creare una modalità per cui il presente delle grandi mostre non svanisce, ma resta al pari delle collezioni permanenti patrimonio condiviso sulla rete.

Nelle foto: in alto Suzuki Harunobu (?1725-1770), Kasamori Osen che pettina un bel giovane, ca. 1768, Xilografia policroma (nishikie), Museo Chiossone (S-740); in basso il manifesto di Yamashiro Ryuichi, "Foreste, boschi, alberi", 1955; nell'immagine piccola un particolare da Kitagawa Utamaro (? 1753-1806), L’innocente e la vogliosa, dalla serie “Varietà di fiori secondo il loro parlare”, 1802, Xilografia policroma (nishikie), Museo Chiossone (S-1132) e nella foto media un particolare da Kitagawa Utamaro (? 1753-1806), Gita con falco, 1804, Xilografia policroma (nishikie), Museo Chiossone (S-1145)

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