Iacchetti: operaio dello spettacolo - Magazine

Teatro Magazine Venerdì 8 aprile 2005

Iacchetti: operaio dello spettacolo

Magazine - «Io qui non ci volevo venire, ma con ‘sto freddo…». Esordisce così Enzo Iacchetti all’incontro che l’ha visto protagonista oggi, venerdì 8 aprile, al foyer del Politeama genovese insieme al giurista Sergio Carbone – insegnante alla facoltà di giurisprudenza – e a Margherita Rubino, presidente del Circolo Culturale I Buonavoglia.
Con oggi ha termine il ciclo di incontri , che ha visto alternarsi al microfono autori satirici come e , ma anche personaggi che, come Iacchetti, non si considerano dei comici: «io sono solo uno che fa un lavoro come tanti: un operaio dello spettacolo. Molto più ricco di un operaio normale, certo, ma uno a cui del potere non importa niente».

Uno che oggi ha lasciato la sicurezza della televisione per il mondo, più instabile, del teatro: «meno soldi, ma dal punto di vista morale ci guadagno. E mi va bene così», afferma Iacchetti. Come in tutti gli altri incontri del ciclo, anche oggi si è parlato di censura: «un problema che non ho avuto. Il mio editore non mi ha mai limitato, per la legge del “parlatene male, purchè ne parliate”. E poi a Iacchetti non interessa “fare i nomi”, e nemmeno accusare: «non sono un comico ma un attore, anche se ridere sulle cose non può che far bene. Io guardo il politico dal punto di vista umano. Ad accusare ci pensano gli autori satiri, che stimo molto. Anzi, farei Beppe Grillo presidente del consiglio». Applauso: il pubblico è d’accordo. Un tentativo di censura, però, Iacchetti l’ha subìto proprio in questi giorni: «a causa del lutto nazionale per la morte del Pontefice, domenica scorsa mi hanno costretto ad annullare il mio spettacolo», spiega polemico, e continua: «ma le discoteche e i supermercati non sono stati costretti a chiudere i battenti. Perché non si è deciso di oscurare tutti i canali televisivi in segno di lutto? E perché a nessuno importa quando muore un anziano solo e ignorato da tutti?». Domande che resteranno senza risposta. Sta di fatto che il Teatro Politeama ha concesso a Iacchetti di entrare in scena questa sera, e lui ringrazia. Lo spettacolo in questione è , la commedia di Richard Strand diretta da Massimo Navone: «mi interessa che la gente veda a teatro uno Iacchetti diverso da quello televisivo», spiega ancora, «è un modo per farsi amare ancor di più dal pubblico».

Poi arriva la domanda impertinente: «Ma tu sei di destra o di sinistra?». Iacchetti non si scompone: «ci sono cose giuste e cose sbagliate. E, nella maggior parte dei casi, quelle giuste sono di sinistra. Ma ogni uomo, da qualunque parte stia, è semplicemente un uomo. Questo è ciò che desidero far capire nei miei spettacoli».
La commedia parla del potere delle macchine: «bisogna tornare ai sentimenti e alle emozioni, anche se il PC e il cellulare fanno parte della nostra vita quotidiana». Lui però non li sa usare, confessa il conduttore di Striscia la notizia prima di raccontare l’esperienza che ha segnato la sua vita: «il caso Wanna Marchi è stato una vittoria, ma anche un grande peso». Minacce di morte e la scorta «per un ruolo che non toccava certo a me», afferma Iacchetti amareggiato. Ma anche il rapporto con taxisti e benzinai non è dei più rosei: «rischio insulti ogni giorno!».



Nella foto da sinistra Sergio Carbone, Enzo Iacchetti e Margherita Rubino.

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