Attualità Magazine Venerdì 8 aprile 2005

Aspettavate il Giudizio Universale?

Magazine - Il Giudizio Universale è la prima rivista in Italia dedicata interamente ed esclusivamente alla recensione di tutto: persone, cose, luoghi, eventi, dell’arte, della politica, della cultura, della vita nel nostro Paese e nel mondo: cento pagine di giudizi in libertà. Un mensile che sarà in edicola dall'8 aprile 2005.

Nato a Torino, per volontà di tre notai decisi a ricucire l’antico rapporto con la cultura e le lettere – Remo Bassetti, napoletano, che è anche il direttore, Francesca Bissatini, romana, e Arrigo Roveda, milanese – il mensile Giudizio Universale, vanta firme di primo piano, mescolate a quelle di aspiranti “giudici” selezionati attraverso un concorso preparatorio (rivolto a allievi di scuole di giornalismo, corsi di scrittura e università) che ha anticipato la nascita del giornale.

Nella rosa dei collaboratori del Giudizio Universale ci sono Michele Serra, Massimo Fini, Mino Fuccillo, Sergio Luzzatto, Stefano Bollani, Mimmo Candito, Carlo Augusto Viano, Roberto Alajmo, Alberto Barbera, Peppino Ortoleva, Gianpaolo Rugarli, Marcello Fois, Diego De Silva, Tullio Avoledo, Giorgio Pestelli, Masolino D’Amico, Giorgio Galli, Edoardo Raspelli, Paolo Massobrio, Alessandro Riva, Enrico Finzi, Luciano Garofano. E sono in arrivo Adriano e Luca Sofri, Pino Corrias, Domenico Starnone, Gabriele Romagnoli, Piero Colaprico, Giulio Ferroni, Samuele Bersani.

I generi recensiti sono quelli tipici, libri, film, dischi, mostre, ristoranti, ma anche atipici, politici, leggi, uffici, ospedali, processi, tendenze... Anche le recensioni tipiche, tuttavia, sono affrontate in modo inusuale. Tecnicamente, l’intera rivista è composta da recensioni sviluppate in tre parti: un articolo, una scheda e un giudizio finale di valutazione riassunto nella simbologia dei soli e degli ombrelli (dai quattro soli dell’eccellenza assoluta ai quattro ombrelli del precipizio più profondo). La scheda, inoltre, non si limita a riassumere il contenuto dell’articolo né ad aggiungere le canoniche informazioni di base come il numero di pagine di un libro, ma giudica anche, ad esempio, il numero di pagine di troppo.

Il Giudizio Universale già nel primo numero presenta la sua struttura articolata: le due rubriche fisse, d’apertura e chiusura, di Michele Serra, che recensirà in ogni numero l’immagine di copertina (in questo primo numero Crudeli destini meccanici), e Massimo Fini, impegnato in “Elogi e stroncature”, ovvero stroncature mascherate da elogio (in questo primo numero Condoleezza Rice); e una griglia di chiavi di lettura che raccordano i ”soggetti/oggetti” più disparati: Governare/essere governati; Andare/venire; Dire/fare; Guadagnare/spendere; Godere/gustare; Avere/essere; Sognare/ragionare; Volere/violare.

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