Magazine Giovedì 24 marzo 2005

Quattro salti in favela

Magazine - Venerdì 8 aprile, alle 18.00, presenterà al pubblico della FNAC il suo libro, . Lo abbiamo intervistato.

«Quando fai un po' di televisione e la gente ti prende in simpatia, finisce che pubblichi un libro». Guardo Fabrizio negli occhi. Conoscendolo non ci credo che sia andata così. «Ok, ok, è vero: ho delle velleità letterarie». Eccolo qua, stanato.

«Diciamo che per essere uno che fa questo mestiere ho una buona prosa: mi hanno lasciato carta bianca».
Però ancora un libro di un comico...
«D'accordo, sono dentro al calderone dei comici da una botta e via. Però ti assicuro che ho cercato di fare del mio meglio. Volevo fare un libro umoristico… ne ho letti tanti, al liceo mi pisciavo addosso dal ridere con Stefano Benni. Anche perché non potevo mettere su carta le canzoni che faccio in TV. Per quelle semmai funziona meglio ».
Ti sei divertito?
«Molto».
Diventerai ricco?
«Mi sa di no. Non mi aspetto di vendere molto».
Cominciamo bene.
«È che è un libro. Lo devi leggere. E leggere in questo momento non è che sia molto di moda. Una critica che potranno farmi è che me la sono voluta tirare».

Non so se Fabrizio se la voleva tirare, quel che è certo è che ha dato alle stampe un libretto con una storia dentro. Un romanzinho umoristicao dove ad esempio il buon Giginho che l’ha reso famoso manco c’è: l’unico collegamento con il suo personaggio televisivo sono alcuni testi di canzoni. Il resto è roba nuova.

Lui la riassume così: «ho inventato un paese, una famiglia, uno stadio, una chiesa, una discarica, un vulcano, un bordello, un allenatore, un'autostrada, un sassofonista americano, una vecchia rabdomante, un uomo che non sa giocare a pallone, una filosofa nichilista, una profezia, uno scultore con una gamba sola, una chitarra conficcata nel pattume, un'area di servizio, un venditore di serenate, una minaccia, un esilio e un sacco di altre cose, tutto messo dentro alla storia di Peo, dalla Favela di Boafiga alla gloria».
Peo è il mitico Luis Aldairton Fernando Ernesto Marco Antonio Gilberto Primissius Cassius Evaristo Avanfernando Janjoao Controsergio Tabioca, maestro di Giginho. Quattro salti in favela ripercorre la sua vita, partendo dalla fondazione di Boafiga. E poi la nascita di Peo, la scoperta del sesso e della musica, le frustrazioni universitarie (autobiografiche?) per finire con lo scontro con un padre che è pian pianino diventato – con metodi cinicamente illegali – ministro. Velate allusioni? «Mah, fa’ un po’ te», mi dice Fabrizio sorridendo.

Ed è proprio il sorriso l’arma vincente di questo libro. Le battute sono relativamente poche, lo humour è tutto nel testo, nella costruzione della frase, nella scelta di aggettivi, avverbi. Il divertimento viene sempre da un inatteso stravolgimento di una situazione – e qui il tipo di umorismo è quello all’inglese e un po’ caustico di noi liguri – oppure da una descrizione surreale. Volgarità zero.
In certi punti sembra addirittura di leggere un romanzo come Cent’anni di solitudine (ovviamente ben caricato sui toni surreali). «In effetti avevo proposto di metterci una fascetta», mi confida Fabrizio, «e scriverci sopra Quando ho letto questo libro ho desiderato di essere morto per potermi rivoltare nella tomba. Firmato Gabriel Garcia Marquez».

Nella foto, Fabrizio Casalino.

di Giulio Nepi

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