Luis Nero sulle orme di Hitchcock - Magazine

Cinema Magazine Lunedì 4 aprile 2005

Luis Nero sulle orme di Hitchcock

Magazine - Chi di voi sa cos’è un pianosequenza alzi la mano. Si tratta, nel linguaggio cinematografico, di un’unica ripresa, senza stacchi di montaggio. Alfred Hitchcock fu il primo a girare un film, Nodo alla gola, utilizzando questa tecnica per la durata di tutta la ripresa. Ma in quello che fu anche il suo primo thriller a colori, il regista fu costretto ad usare trucchi che sono, ahimè, piuttosto visibili. Per l’epoca fu comunque un’innovazione. Nel 2002 anche Aleksandr Sokurov tentò l’impresa con Arca Russa. Sembra, però, che si tratti di un “pianosequenza tecnico”, realizzato, cioè, con alcuni trucchi invisibili.
Oggi il regista torinese Luis Nero ha girato Pianosequenza, un lungometraggio che utilizza questa difficile tecnica senza alcun sotterfugio: si tratta di un esperimento mai compiuto prima in Italia.

28 anni, genitori italiani ma nonni etiopi e catalani, Luis è laureato al Dams ed è in procinto di ottenere la seconda laurea in filosofia. Ma si dedica alla regia da circa dieci anni: «in questo senso l’università non mi ha insegnato molto. Posso considerarmi un auto didatta», mi spiega. Dai cortometraggi, che gli hanno permesso di partecipare ad importanti rassegne (Torino Film Festival e il Festival di Venezia), Luis ha fatto “il grande salto”, realizzando tre film veri e propri: «un progetto sull'uso del linguaggio. Il primo film della trilogia è Golem, che indaga sul ritmo attraverso la video arte. Con Pianosequenza ho compiuto esperimenti sul tempo e sul montaggio e con Hans - in uscita a dicembre – mi sono concentrato sulle inquadrature».

Pianosequenza dura 2 ore e 30 minuti: un tempo lungo per un film girato senza alcuna interruzione: «sono stati necessari 3 mesi di prove e tutto è stato organizzato nei minimi dettagli», aggiunge il regista, che ha scelto di presentare il film anche a Genova: «qualche mese fa all’Instabile e la settimana scorsa al Lumiere. Sono soddisfatto dei risultati, nonostante la scarsa attenzione da parte dei media».
La realizzazione del lungometraggio è stata possibile anche grazie agli sforzi della casa di produzione creata da Luis: la . «Una casa di produzione ma anche un'associazione culturale aperta a chiunque abbia qualcosa di interessante da esprimere», conclude il regista, che ha nel cassetto un nuovo film: «si chiamerà La rabbia e parlerà del mondo del cinema. La sceneggiatura è già pronta».

Potrebbe interessarti anche: , Cena con delitto: omaggio ad Agatha Christie al cinema , Bohemian Rhapsody: non la solita recensione del film sui Queen , Gli incredibili 2 e Bao ad Annecy 2018 e a settembre al cinema , Ralph spaccatutto: il sequel ad Annecy 2018 e al cinema , Festival di Annecy 2018: vincitori e premi. C'è anche l'Italia