Lo Stabile omaggia Giorgio Gaber - Magazine

Teatro Magazine Lunedì 4 aprile 2005

Lo Stabile omaggia Giorgio Gaber

Magazine - Con la programmazione al Duse, dal 5 al 17 aprile, de Il Grigio, anche il Teatro Stabile di Genova rende omaggio alla memoria di Giorgio Gaber, che scrisse Il Grigio nel 1988 insieme con Sandro Luporini, facendone uno dei suoi spettacoli di maggiore successo: con musica dal vivo, ma senza canzoni.

Il Grigio è prodotto dal Piccolo Teatro di Milano con la regia di Serena Sinigaglia e l'interpretazione di Fausto Russo Alesi, giovane attore emergente nel panorama del teatro di prosa italiano, già vincitore del Premio della Critica Teatrale e del Premio Ubu 2002.
L'impianto scenico dello spettacolo è lo stesso voluto da Gaber per il suo spettacolo (una specie di scatola chiusa che allude a un interno non realistico), compreso il fondale trasparente al di là del quale s'intravedono ogni tanto i musicisti: Carlo Cialdo Capelli (pianoforte) e Corrado Dado Sezzi (percussioni). In scena, solo un personaggio, protagonista di una vicenda che conserva ancora oggi tutta la sua attualità e che lo stesso Gaber ha così sintetizzato: «È la storia di un uomo che decide di ritirarsi da tutto, dalla melmosa contemporaneità dove non esistono più i nemici (e dunque nemmeno gli amici) per vivere in totale distacco dal mondo. Ben presto, però, il protagonista si accorge di non essere solo. C’è un topo che lo spia (il Grigio del titolo). Falliti i tentativi di catturare l’intruso con metodi tradizionali, egli comincia un lungo duello con l’invisibile nemico. E in questa battaglia si trova a dover riflettere su tutte le sue scelte affettive e morali».

«Da quando con Fausto Russo Alesi abbiamo iniziato a provare - sottolinea la regista Serena Sinigaglia - ho percepito tutta la forza e la potenza di questo testo. Gaber è per me un “artista del dubbio”. Per la mia generazione, cresciuta in balia del dubbio quale unico sistema, per noi che non abbiamo conosciuto né rosso né nero ma solo sfumature, che siamo sottoposti a un eterno bombardamento mediatico, consumistico e visivo, per noi scegliere è diventato impossibile. Con Gaber ho potuto essere lucida e confrontarmi con questo mondo “grigio” proprio perché Gaber non mi chiedeva di essere d’accordo con lui, ma solo di trovare nel testo l’autentico senso del teatro, gli “ingranaggi” teatrali, divertenti, vivi, giocosi, intelligenti».

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Nella foto: una scena dello spettacolo.

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