Concerti Magazine Giovedì 31 marzo 2005

Marsh Mallows: zuccherini molto duri

Magazine - I fanno musica hardcore, ma si chiamano come un dolcetto zuccheratissimo che ha devastato le bocche di migliaia di ragazzini. Ironia e doppi sensi nella scelta di un nome che, a sentir loro, semplicemente suonava bene. Il 18 febbraio 2005 è uscito il loro terzo album: Imperfect, per . Per presentarlo passano da Genova sabato 2 aprile 2005 in ben due posti diversi: alle 18.30 alla Fnac e in serata – dalle 22.30 – alla Csoa Zapata di via Sampierdarena.

Imperfect è un disco composito, cantato in inglese e in italiano, in cui vengono esaltate le esperienze di tutti i componenti della band. Partito con il cattivissimo Alcatraz (2001), il gruppo si è leggermente ammorbidito con Qualcosa di nessuno (2003). L’ultimo album segna una continuità con questo percorso.

Sento Matteo (Teo) al telefono, a pochi giorni dal loro arrivo a Genova. L’eterogeneità è la cosa che mi ha colpito di più. Italiano e inglese: come mai cantate in due lingue e come decidete in che lingua verranno cantati i brani? «È una cosa piuttosto spontanea, non meditata. Certo, c’è una fase di elaborazione, ma le canzoni nascono così, qualcuna in inglese e qualcuna in italiano».

I brani inglesi (soprattutto 7th Heaven, Master of Life e Alone) sono molto più sulle lunghezze d’onda dell’heavy metal. Vengono in mente gli Iron Maiden, e infatti Teo mi conferma che il mitico gruppo di Eddie è tra i preferiti nella band, insieme a Millencolin e Boys Sets Fire. In italiano, invece, il ritmo assume una forma più rockettara. All’italiana, appunto. Sarà un pregiudizio. Boh.
I testi, piuttosto intimi e dolorosi, affrontano varie volte il tema della guerra (Brucia ancora e Jackie), senza proclami e da un punto di vista personale (Morire lontano da qui / ci donerà il mondo / Si parte pregando, si viaggia per ore / Poi tutto ad un tratto muore). Non manca il ballatone lentolentissimo: Sempre Tua.

Poi c’è la chicca, una cover venuta benissimo di La Isla Bonita di Madonna. Sembra nata così. Come vi è venuto in mente di farla? «Un’estate ho avuto in macchina sempre la stessa compilation – dice Teo - in cui c’era anche la canzone di Madonna. Ho iniziato a canticchiarla e mi sono accorto che poteva suonare bene anche in una versione più dura». Ma l’accoglienza nella band non è stata delle migliori: «subito mi hanno mandato affanculo. Ma poi si sono ricreduti». Infatti, la cover è forse uno dei brani meglio riusciti dell’album e - questo è un piccolo scoop – è già pronto un video da lanciare in tv.

Nella foto: i Marsh Mallows.

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