Concerti Magazine Sabato 26 marzo 2005

I Labyrinth al Logo Loco

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"...light years away from here
in a corner of my mind
where I can easily hide
my real me from strangers' eyes..."


comincia con queste parole, sulle note di L.Y.A.F.H., il concerto dei Labyrinth, anni luce lontano da qui, dove è la musica soltanto ad avvolgerti e catturarti.

Siamo catapultati in una dimensione nuova, spiazzante, fatta di grida e di mani alzate, di sudore e di calore, di unione e passione.

Centinaia di ragazzi e ragazze sono accorse da tutta Genova per lasciarsi travolgere dagli assoli potenti della band nostrana e dalla voce tagliente ed armoniosa di un Roberto Tiranti in ottima forma, con i suoi salti armonici e la sua dolce perfezione vocale.

Roberto sale sul palco indossando una camicia di forza, legato, e così lo imitano gli altri. Già, perchè il tema principale della loro ultima fatica discografica, Freeman, è proprio quello della libertà dell'uomo, rivisitato ed accarezzato dalla potenza che solo un gruppo metal come i Labyrinth riesce a trasmettere e che travolge da subito, a cominciare dalla copertina, in bianco e nero, in cui è raffigurato un manichino, fin troppo verosimile, con le mani legate dietro la schiena "ma con le chiavi lì davanti, bene in vista" hanno spiegato Roberto Tiranti e Pier Gonella, rispettivamente voce e chitarra "a sottolineare la difficoltà nell'ottenere la libertà che si cerca".

L'uscita del disco in Italia è coincisa con la prima data del nuovo tour, partito proprio da Genova e non è la prima occasione in cui il nostro pubblico ha la possibilità di ascoltare la band dal vivo.. "ci è già capitato di suonare in Liguria, durante questi anni" ha raccontato Roberto "nel '98 al Gothic di Genova, nel 2001 a Savona e l'anno scorso al New Bulldog Pub di Serra Riccò. È sempre un grande piacere ed una bella soddisfazione, soprattutto per me e Pier che siamo di qua."

E allora diamo il via alla musica, proseguendo sulle note di Moonlight e di Heaven Denied, saltando sugli assoli di Freeman e M3, urlando sulle parole di Deserter e di Infidels, brano nato come protesta al terrorismo, dopo la violenza della strage di Beslan: "Fly away, don't want to stay, I won't play your bloody game".

Dopo 2 ore di concerto e 18 brani in scaletta, i Labyrinth salutano il pubblico genovese, con un arrivederci ed un decoroso inchino, pronti a proseguire il tour italiano.

E se avete perso l'occasione di ascoltarli, ieri sera, sappiate di avere un'altra decina di possibilità per farlo.
Non lasciatevela sfuggire.

Genovatune

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