Concerti Magazine Lunedì 21 marzo 2005

Scuola romana doc

Magazine - Di buona musica in giro da ascoltare ce n’è ancora, non tanta, ma ce n’è. Ad esempio, mi sento di consigliare Le allodole di Shakespeare di Edoardo De Angelis. No, non è un volumetto di poesie, come potrebbe far anche pensare il titolo (qualche bella lirica la troviamo), ma l’ultima prova di una lunga lista di album del cantautore romano, dapprima con la Schola Cantorum (dal 1973 al 1976) e poi solista.

Un artista di lungo, lunghissimo corso, le cui radici si possono rintracciare nel Folkstudio del compianto Giancarlo Cesaroni, fucina dei grandi talenti della cosiddetta scuola romana - vedi Francesco De Gregori, con cui scrisse la splendida La casa di Hilde e Antonello Venditti - e palcoscenico di tanta buona musica italiana e internazionale (famoso resta quel concerto di Bob Dylan nei primissimi Anni ’60, cui assistettero, forse, una cinquantina di persona e oggi ne parlano migliaia…).

Sabato 19 marzo 2005 De Angelis si è esibito al forum FNAC di fronte ad un uditorio un po’ troppo risicato rispetto all’ottima qualità dell’artista. Gli assenti hanno avuto ancora una volta torto, anche perché il musicista romano ha fatto la scelta - invero piuttosto rara in questi showcase - di presentare live tutti i brani presenti sull’album, non una semplice scelta, con l’aiuto – importante - di Fabrizio Guerino, chitarra acustica solista, nonché arrangiatore e autore–esecutore di Song for Vale, lo strumentale degna chiusura del disco.

E ascoltando un brano dietro l’altro in cui emerge una voce profonda, calda, sincera, sentiamo il racconto di un mondo poetico fatto di più “personale”, come lui stesso sottolinea, rispetto al passato, di una maggiore attenzione ai sentimenti che all’impegno sociale.
C’è anche uno spazio da dedicare alla favola, in L’orso e la stella. Ma in Una storia americana che racconta “di una rapina di poco più di cent’anni fa” e, soprattutto in Nostra Signora del Golpe in cui “non siamo più Cileni Asiatici Africani, noi siamo solamente esseri umani” rifanno capolino temi politici, mai del tutto abbandonati.

Parlavo, al principio, di buona musica e il suo ascolto dal vivo ne è una ulteriore conferma.
Canzoni semplici, una voce sensibile, parole intelligenti, gli arpeggi dolci delle due chitarre acustiche, che si vuole di più…
Il tutto senza l’aggiunta dei soliti additivi e/o artifici pseudo-elettronici.
Il che rende l’ascolto di questi dodici pezzi un momento decisamente gradevole ed un’occasione di rflessione per tutti coloro che cercano dalla musica qualcosa di differente da un sottofondo che non ti lascia dentro nulla. Provare per credere…

Nella foto: Edoardo De Angelis

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