Magazine Sabato 19 marzo 2005

I Racconti di Guglielmino

Alla libreria Portoanticolibri – venerdì 18 marzo - abbiamo assistito ad un interessante incontro tra ‘Bacci Pagano’ e ‘il medico della mala’, ovvero tra Bruno Morchio ed Edoardo Guglielmino; in sostanza un incontro tra i vecchi e i nuovi carruggi - si fa per dire. In verità si è trattato di una bella riflessione sulla scrittura, sulla letteratura, sulla prosa che sa contenere la poesia.
Il libro, presentato da Bruno Morchio, è Racconti di Edoardo Guglielmino, edito da De Ferrari. Un titolo semplice che rimanda ad altri libri di Guglielmino, sempre di racconti, e sempre fatti per donarci brevi e intense emozioni fatte di momenti, di trasalimenti, di flash, di incontri improvvisi che rimandano a tutta una vita.

Bruno Morchio trova emblematico, di quest’ultimo libro, il brano Il levriero bianco. Morchio lo legge e nella lettura pare traspaia un’emozione; è la stessa che avverte il numeroso pubblico presente: un cane e la sua padrona, una solitudine e un silenzio, il bianco di un vestito e il bianco pelo del levriero…«Anch’io cercherò un bianco piccolo levriero. Forse lo ritroverò al colmo della mia notte, fra un gemito e un ululato, o, è più logico, un timido abbaiare che spezza la realtà del sogno»…poi silenzio e morte.
Poi ancora Morchio legge piccoli passi dell’ultimo racconto, il più lungo, Luana, e qui bastano brevi accenni per trasportarci in una memoria storica, collettiva, a dare corpo ad una nostalgia senza rimpianti.

Morchio chiede perchè non scrivere un romanzo... Guglielmino risponde: «Confesso di avere il respiro corto. Io ‘mollo’ i miei personaggi, mentre Morchio li segue, li cura, fa trame di lungo respiro. Io no, io scrivo di notte e certe mie notti sono brevi…io alla mattina corro alla mutua…». Qui esce il medico, ma è un’altra storia.

Così si è parlato di scrittura, evocando poeti. Edoardo Guglielmino, pur non praticando la poesia, è un grandissimo lettore e presentatore di libri di poesia; per questo pensa di possedere un record di presentazioni. «La poesia è una cosa difficile; io me ne tengo lontano». Ma intanto tutti concordano che nel fondo dei suoi racconti la poesia c’è.

Giorgio Boratto
di Giorgio Boratto

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