Magazine Lunedì 14 marzo 2005

Pirati di ieri e di oggi

Magazine - Nel Salone dei Capitani a Palazzo San Giorgio, il 10 marzo 2005, è stato presentato il libro Il ritorno dei pirati, edito dalla . Mare e pirateria, un binomio che esiste da sempre. Ora il comandante di lungo corso Augusto Meriggioli, autore del volume, ci parla di quello odierno.

Il primo intervento è di Danilo Cabona. In qualità di responsabile delle Relazioni dell’Autorità Portuale di Genova, ha dato il benvenuto ricordando come la terra di Liguria sia stata un luogo di pirati. Le due riviere erano abitate da pirati: quella di levante non aveva ancora i vigneti di Sciacchetrà e i luoghi impervi, sebbene non fornissero risorse agricole, si prestavano ad osservare il passaggio di navi per decidere gli attacchi.
La riviera di ponente, Montecarlo compresa, aveva molti villaggi di pirati specializzati in attacchi con travestimenti saraceni. Oneglia e Porto Maurizio erano senz’altro dei covi gremiti di predoni. Al centro stava Genova con i suoi traffici e la sua potenza commerciale, che trattava in via segreta con questi banditi del mare per assicurarsi una certa incolumità in cambio di favori: le navi che portavano la bandiera di San Giorgio non venivano attaccate. Questa sorta di ‘lasciapassare’ fu poi commerciato dalla Repubblica genovese addirittura con la marina inglese. Forse quegli accordi sono stati fatti in quegli stessi saloni che ora vedono la presentazione del libro…

Ma stiamo attenti ad essere indulgenti con questa forma criminale, che ha avuto eroi romantici celebrati dal cinema. La pirateria continua con forme sempre più crudeli e organizzate. Non è mai buona.
Il capitano Decio Lucano descrive una nuova forma di pirateria, quella dello sciaccallaggio dei fondali marittimi: va contro i diritti marittimi internazionali ma nessuno interviene a fermare l’asportazione e la devastazione dei fondali. Terra e mare, mare e terra: un problema di diritti sempre attuale.

Meriggioli conclude con una panoramica su quello che è stato descritto nel libro: una pirateria sempre attiva che dalle ragioni economiche è passata a motivazioni ‘politiche’ entrando in simbiosi con il terrorismo.
Continua l’appetito dei predoni verso le ricchezze che solcano i mari: «Pensate che anche solo un container può valere più di un miliardo di vecchie lire. Se contiene materiale elettronico o abbigliamento il ‘ritorno’ è garantito. Per questo si poteva, e si può, anche trattare con certi pirati per salvaguardare l’incolumità dell’equipaggio, ma pensate al terrorismo. Il mio incubo più grande è sognare di essere a capo di una nave da crociera con 5 mila passeggeri…cosa fare se arrivano i terroristi? Il ricordo della tragedia dell’Achille Lauro è sempre presente».

Il comandante Meriggioli ha un ideale: il mare è libertà. La sua passione per il mare lo trova sempre impegnato a sostenere i diritti sul mare, di chi ci lavora e vive. Ribadisce: «il mare deve essere libertà e non paura».

Giorgio Boratto

di Giorgio Boratto

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