Magazine Venerdì 11 marzo 2005

La creatività nella comunicazione

Magazine - L’incontro con Gualtiero Schiaffino, giovedì 10 marzo, ha concluso gli appuntamenti sul tema Incontri con la creatività, organizzati dal Centro Culturale Art’Intorno realizzati in collaborazione con la Biblioteca De Amicis.
Il tema del breve seminario è stato la creatività nella comunicazione.
Schiaffino, un signore dall’aria sorniona e gli occhi chiari compressi in sorridenti feritoie, nasce come disegnatore satirico: pubblica le sue prime vignette nel 1967, su l’Unità, alla vigilia delle elezioni. ”Un colpo di fortuna” -ammette- ”scelsero due mie tavole per l’edizione speciale ad altissima tiratura nazionale. E così iniziai”.
La sua attività di disegnatore confluisce nel progetto editoriale La bancarella, un periodico di narrativa e fumetti creato negli anni ’70, con l’intento di leggere per leggere, senza scopi didattici: sviluppava l’idea per cui personaggi “storici” della letteratura, come Tarzan e Sherlock Holmes o Sancho Panza e Buffalo Bill, esistiti ma avvolti nella leggenda, possiedono una forza evocativa tale da poter esistere nel mondo reale. Chi mette in dubbio, infatti, che l’investigatore nato dall’estro di Sir A. Conan Doyle non sia vissuto in Baker Street? Dopotutto ne è stato perfino ricostruito l’appartamento, dove sono conservati anche la sua inconfondibile pipa ed il violino. Ecco come la fantasia riesce, con assoluta naturalità ed inaspettata forza, a fare capolino nella realtà.

Schiaffino si dedica anche alla letteratura per i più piccoli, creando il mensile Andersen: il mondo dell’infanzia, una delle poche pubblicazioni che tratta in maniera esclusiva l’argomento: la creatività deve essere coltivata assolutamente fin dagli anni più teneri, sviluppando nei bambini tale naturale inclinazione.
Alle fascinazioni dell’età dell’innocenza è legata una delle sue iniziative più originali e che tanta risonanza ha avuto a livello nazionale: il .
Prima che le strade delle città diventassero regno incontrastato dei motori, i bambini trascorrevano intere mezze giornate sdraiati sull’asfalto, a giocare con i tappi delle bottiglie di birra (le cosiddette grette, in dialetto genovese). Schiaffino ha inteso recuperare questo poverissimo gioco (”Non so se esista un passatempo più economico di questo: chi potrebbe mai avere interesse a sponsorizzarlo? Forse, solo la gara di sputi è ancora meno dispendiosa”), inventando addirittura una Federazione Italiana Giuoco CicloTappo, con regole proprie, quali la lunghezza del tracciato e il peso del tappo, quasi come se si trattasse di una disciplina olimpica: ”Il divertimento sta nell’aver dato dignità sportiva ad un gioco così umile. Una volta, un tipo mi disse che alcune regole non gli andavano bene, stava facendomi una specie di ricorso”. La creatività esplode e raggiunge il culmine nella creazione del logo della Federazione: un bel tappo di vecchia Peroni o Moretti su cui campeggia una bicicletta old style, evocatrice di storiche tappe di montagna: ”Ho convinto a partecipare perfino i figli di Coppi e Bartali. Chi l’avrebbe mai detto?”.

Il gioco ha lo scopo non dichiarato di permettere alla popolazione urbana di riappropriarsi in qualche modo della città in maniera indolore. Questa tendenza verde si è concretizzata anche nel progetto Humour Bus, realizzato in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Bologna e la locale Azienda Municipalizzata dei Trasporti: lui ed altri artisti, tra cui spiccano Bonvi e Silver, si sono cimentati, anni fa, nella decorazione degli interni e delle fiancate degli autobus bolognesi, per cancellare il grigiore dalla città e strappare un sorriso ai cittadini.
La sua vena ecologista è entrata anche nella politica: Schiaffino ha fatto parte, infatti, dei Verdi e de La Margherita. Si è occupato egli stesso della sua campagna elettorale, preparando dei volantini che, da soli, avrebbero meritato una valanga di voti, per la loro simpatia. Ispirato dall’ambiente, lo spirito divertito dell’artista non ha potuto trattenersi: ecco allora la creazione di movimenti politici inesistenti, come Eleganza democratica e Partito Politico Provvisorio, inventati di sana pianta, ma assolutamente plausibili, con tanto di storia ufficiale, norme e tessere di partito. Smitizzare le icone classiche del nostro immaginario con l’ironia, confondendo con essa coloro che troppo facilmente abboccano.
La creatività: una vera e propria mina vagante.



Presso Liguria Spazio Aperto - Palazzo Ducale, il 18 marzo alle ore 17.30: Incontro con G.Carlo Berardi, "Il fumetto tra cinema, letteratura e musica"

di Stefania Pilu

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