Piccoli eroismi quotidiani - Magazine

Attualità Magazine Mercoledì 9 marzo 2005

Piccoli eroismi quotidiani

Magazine - C’era una volta un autore satirico che, con le sue trasmissioni televisive, divertiva e faceva riflettere. Poi, un giorno, il re delle battute al vetriolo scomparve dal piccolo schermo: in televisione non avrebbe più rimesso piede. Una favola moderna - e senza lieto fine - che troppe volte abbiamo sentito raccontare. I protagonisti sono sempre diversi, sebbene accomunati da un filo conduttore di nome censura.

Enzo Biagi, Sabina Guzzanti, Michele Santoro. E poi lui, , quello di cui si è parlato meno, quello che in pochi hanno difeso e reclamato. Un “cane sciolto”, come lui stesso si è definito oggi, mercoledì 9 marzo, all’incontro I comici e il potere, di cui Luttazzi è stato protagonista presso il Polo didattico di Biomedica, in un’aula gremita all’inverosimile. Il dibattito, condotto da Margherita Rubino - presidente dell’Associazione culturale I Buonavoglia – ha voluto fare chiarezza sul concetto di "censura estrema", quella che ha appunto colpito Luttazzi tre anni fa, quando il comico era all’apice del successo con la sua trasmissione Satyricon. Un programma innovativo che, dopo Barracuda, ha portato in Italia il genere del talk show all’americana. Nel corso dell’intervista di Luttazzi a Marco Travaglio, il discorso si è concentrato sul caso Dell'Utri: il giornalista si era infatti occupato approfonditamente del processo al senatore di Forza Italia: «Ciò che Travaglio ha raccontato era stato dichiarato dallo stesso Dell'Utri in tribunale: nulla di falso, dunque», dice Luttazzi.
È il giurista Riccardo Ferrante a fare il punto della situazione ricordando gli articoli della Costituzione italiana che con la censura hanno a che fare: l’Articolo 21 parla della libertà di manifestare il proprio pensiero: «C’è il limite del "buon costume", che non è la morale ma il pudore sessuale», spiega Ferrante.

L’Articolo 33 parla di reato di vilipendio, ovvero l’offesa all’istituzione: «Bisogna distinguere la satira dalla cronaca», continua il giurista, «oggetto della satira deve essere un personaggio noto». E allora, come spiegare l’estromissione dell'autore dalla Rai? Luttazzi, come suo solito, spara a raffica sul governo e sul premier: «Nell’opera di mistificazione che il governo porta avanti», dice infatti, «è compresa anche l’idea che io sia uscito dalla tv perché fazioso». Ma non si può far satira senza tirare in gioco i personaggi politici: «Alcuni pensano che in televisione si faccia tanta satira. In realtà quello che ci viene proposto e ci fa ridere è lo sfottò, che è sì gradevole, ma che non incide e non offende il personaggio preso di mira».

«Il vero autore satirico ha invece il coraggio di raccontare i fatti», dice Luttazzi con quella flemma che lo contraddistingue. Insomma, non bisogna aver paura dei fatti e delle idee: «L’autore satirico non dice ciò che gli conviene. E chi dice ciò che gli conviene oggi è in tv».

Nella foto, da sinistra, Riccardo Ferrante, Margherita Rubino e Daniele Luttazzi durante l'incontro

Potrebbe interessarti anche: , Scopri i film stasera in tv sul digitale terrestre , La modernità nel mondo dei piatti doccia , Veicoli commerciali: tutti i vantaggi del noleggio , Volotea e Dante Aeronautical progettano un aereo ibrido-elettrico per brevi rotte , Volotea festeggia i 25 milioni di passeggeri con Viaggio su Marte e offerte