La Francia secondo Monti al Garage - Magazine

Teatro Magazine Teatro Garage Martedì 8 marzo 2005

La Francia secondo Monti al Garage

Magazine - Da giovedì 10 marzo, fino a domenica 13, alla Sala Diana del Teatro Garage torna con "Maledette canzoni" il poliedrico artista milanese Giangilberto Monti che ci ha accompagnato negli anni, in una riscoperta del mondo culturale e musicale francese (ricordiamo fra tanti spettacoli il recente "La banda Bonnot") ed ora ha cucito un omaggio a Leo Ferré, Boris Vian, Serge Gainsbourg, tre fra i più famosi cantautori d’oltralpe, che sono anche i tre maudits francesi per eccellenza, di cui interpreta in italiano le più belle canzoni, accompagnato al piano da Diego Baiardi e alla batteria e percussioni da Johannes Bickler.

Le radici del cantautorato italiano e il ribellismo di sempre si ritrovano nelle parole ironiche, provocatorie e selvaggiamente poetiche di questi tre artisti, in un recital che racconta i sogni e le follie di chi voleva cambiare la società con l'arte minore della canzone, come la definiva Gainsbourg. Boris Vian, (1920-1959), trasgressore nei testi e nella mescolanza degli stili musicali, precursore di mode e correnti culturali, è ancora oggi, nel suo rifiuto di qualsiasi conformismo di parte, di grande attualità. È stato ingegnere, poeta, trombettista jazz, traduttore, romanziere, esperto di fantascienza e animatore della vita notturna parigina degli anni Cinquanta. Delle sue canzoni ricordiamo la struggente ballata del Disertore, che tuttavia rappresenta solo una piccola parte del suo aspetto musicale, curioso e imprevedibile. Leo Ferré, (1916-1993), è lo chansonnier che si immedesima per lunga parte della sua produzione con l'idea anarchica e ne fa la sua bandiera artistica. Ma è anche uno straordinario autore, e molti interpreti, da Yves Montand a Juliette Gréco, hanno beneficiato della sua geniale vena creativa e dei suoi legami con i grandi della poesia francese, da Louis Aragon a Charles Baudelaire. Serge Gainsbourg, (1928-1991), forse il più grande provocatore della canzone d'oltralpe: spirito critico finissimo, talento melodico eccezionale e versificatore di grande preziosismo. Di lui in Italia si conosce la ballata erotica Je t'aime, moi non plus, mentre nei suoi quasi venti album Gainsbourg va ben oltre il sentiero della provocazione verbale. Un dandy del secondo novecento e un esteta terribilmente critico, che condanna le mode radiofoniche e il vuoto di sostanza della peggiore industria discografica.

Giangilberto Monti nasce come cantautore e solo in seguito si è dedicato al teatro, come autore e attore, proponendo un tipo di spettacolo in cui incrocia ironia, musica e poesia, facendone il suo stile. Ha recitato anche con Dario Fo e Franca Rame, e composto per Anna Oxa e Mia Martini. Autore di teatro e cabaret, collabora con lo Zelig di Milano. Di recente ha realizzato "La Banda Bonnot": storia del bandito anarchico Jules Bonnot, su canzoni inedite di Boris Vian, divenuto uno sceneggiato per la Radio Svizzera Italiana che ha vinto il Prix Suisse, l’Oscar della radiofonia elvetica ed è stato pubblicato su CD.
Lo spettacolo fa parte della rassegna “Palcoscenico per Nove”, promossa dal Comune di Genova.

Maledette Canzoni
omaggio a Leo Ferré, Boris Vian, Serge Gainsbourg
con Giangilberto Monti (chitarra e voce), Diego Baiardi (piano), Johannes Bickler (batteria e percussioni)
regia Annig Raimondi

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