Santagata e Eduardo al Cargo - Magazine

Teatro Magazine Teatro del Ponente Martedì 8 marzo 2005

Santagata e Eduardo al Cargo

Magazine - @ Teatro Cargo - Teatro del Ponente
Quali fantasmi
venerdì 11 e sabato 12 marzo 2005, ore 21

L’ultimo lavoro di Alfonso Santagata, Quali fantasmi racchiude, in un corpo omogeneo, tre atti unici di Eduardo De Filippo: Amicizia (1952), Gennariello (1932) e Il Cilindro (1965).

Cosa lega queste tre opere così lontane temporalmente tra loro? Alfonso Santagata, in collaborazione con Daniele Spisa, dall’ampia scelta di atti unici del maestro napoletano, va a ripescare quelli più prettamente comici, ma non per questo superficialmente felici. In tutti, infatti, c’è l’amarezza eduardiana di un teatro che è specchio rovesciato, ma fedele, della vita di strada: l’opera di bene si trasforma in una verità inaccettabile, e lo scambio dei ruoli in un paradossale aggiustamento della realtà.

In Amicizia un vecchio malato, assistito dalla sua sorella, costringe un amico a recitare diversi personaggi grotteschi piuttosto che mostrare la sua reale identità scomoda, fino ad un finale esilarante e sorprendente. Gennariello è un vivido quadro famigliare della Napoli da raccontare, dove un poeta in pensione si invaghisce della vicina di casa giovane e civettuola, creando un gioco modulato di tratti assurdi e fantasiosi, ironici ed amari.

Il cilindro, quello più famoso tra i tre atti unici rappresentati, nelle mani di Santagata, diventa una tragedia privata, un esemplare modello di teatro nel teatro, qui scarnificato ed asciugato, in uno scontro diretto tra essere e apparire, sopra e sotto-testo, tra tic nervosi e personaggi avulsi dal contesto: un ex custode di teatro si circonda, per sbarcare il lunario, di una finta prostituta ed un finto morto.

È questo l’Eduardo che, a vent’anni dalla morte, Santagata ha puntato e trovato alla grande, per mezzo di un’autentica girandola d’irresistibili ed intelligenti trovate, proponendo il suo mondo poetico ed esilarante, popolare e malinconico, profondamente amaro.
Alfonso Santagata, con questo spettacolo, intraprende un nuovo percorso teatrale, cercando di avvicinare un pubblico nuovo, quello restio - sulla carta - al teatro di ricerca, dopo aver per diversi anni attraversato quello della tragedia greca, in particolare con il fortunato e scultoreo ciclo della famiglia di Edipo.

Regia Alfonso Santagata
Con Rossana Gay, Johnny Lodi, Augusto Masiello, Massimiliano Poli, Chiara Di Stefano, Alfonso Santagata
Scenografia Daniele Spisa
Coproduzione Katzenmacher - Fondazione Pontedera – in collaborazione con Teatro - Teatro Kismet

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