Concerti Magazine Venerdì 25 febbraio 2005

Il Re Scorpione

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Siete nel mezzo del deserto di Genova. Un deserto torrido, afa notturna e visioni incantate. State camminando in questo deserto quando, all'improvviso, la vostra attenzione viene catturata da suoni che cadono dall'alto. E se stavate camminando al centro di via XX settembre, avrete la fortuna di capitare in quell'oasi intima e perduta che è il Re Scorpione.

Una volta entrati nel locale, vi accoglie un'atmosfera calda e famigliare. Saranno i morbidi divanetti, sarà la televisione in fondo nell’angolo ma io, una volta entrata, mi sento subito a mio agio.

Si respira fin da subito aria di musica, grazie ai quadri che raffigurano locandine e immagini di band che abitualmente si alternano sul piccolo palco, ubicato alla destra dell’ingresso e contiguo alle finestre che si affacciano su via Venti. I generi musicali si intrecciano spaziando dal rock alla dance anni ’70, lasciando spazio ad una clientela la cui età varia tra i 25 e i 30 anni.

Dietro al bancone del bar l’incantevole Gina fa gli onori di casa, preparando cocktails e regalando sorrisi, supportata dal marito Giorgio che, da due anni a questa parte, si divide tra la gestione del Re Scorpione e di un altro locale a Milano. Sorge spontaneo chiedersi se abbiano notato qualche differenza tra la clientela genovese e quella milanese.
«Abituati al popolo della notte di Milano, ci siamo accorti delle diversità», spiega Gina, «il genovese non segue, infatti, la qualità, bensì la novità e la moda corrente. Il milanese, invece, segue la qualità fa sì che essa diventi una moda. Di fronte ad un rapporto qualità/prezzo onesto è disposto a spendere qualunque cifra».

Un approccio difficile, insomma, quello con i genovesi, destinato però a migliorare col tempo grazie alla determinazione dei gestori e dall’ottima qualità musicale che viene proposta ogni weekend e che, come abbiamo potuto notare personalmente, ottiene già un riscontro molto positivo da parte del pubblico di Genova.

E se un gruppo volesse proporsi per suonare? «Alle band chiediamo impegno e professionalità - conferma Giorgio - ed un discreto seguito di persone, soprattutto per gli artisti emergenti, in modo da coprire almeno il loro cachet».
Se vi fermerete a dissetarvi in quest'oasi musicale, inizierete a danzare, con ogni singolo muscolo del corpo. E vedrete, in lontananza, un piccolo ma gigante scorpione che danza. Con voi.

Chiara & Pazuzu

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