Concerti Magazine Venerdì 18 febbraio 2005

I matusa tremano: pivelli all'Opera

Magazine - Si sa che a noi giovinastri piace la musica che guarda avanti. Si capisce già dai nomi: post-rock, post-prog, sempre post-qualcosa, come a dire “non vedete che siamo avanti?”. Figurati la faccia che facciamo di fronte a un genere che si chiama “classica”, la cara vecchia musica classica: Bach, Beethoven e compagnia bella.
E invece no, cari i miei post-pivelli. Ben 400 ragazze e ragazzi di questa città - studenti superiori e universitari – fanno parte de . Partita in sordina nel 1999, l’associazione ha appena compiuto cinque anni con una festa presso l’Auditorium Montale. Il consuntivo del primo lustro è veramente incoraggiante.

L’idea di promuovere l’ascolto della musica classica e la frequentazione del teatro fra chi nn ha i capelli bianchi è di Andrea Ottonello e Luca Valenziano. Dal 2000, quando i loro sforzi ottennero il primo riconoscimento ufficiale dal Carlo Felice, di acqua sotto i ponti ne è passata tanta.
Allora Andrea, cosa pensi di questi primi cinque anni di attività? «Sono molto contento, considerato che stiamo per staccare la 400esima tessera mentre all’inizio pochi credevano in questa cosa».

Violinista e dottorando in biologia genetica, Andrea frequentava già in precedenza un’associazione di musicofili adulti, ma non era molto stimolante. Decide allora, con il passaparola, di portare suoi coetanei a teatro: «i giovani sono molto più propensi a seguire il consiglio di un ragazzo come loro piuttosto che quello di una persona matura, che ha un sapore più paternalistico». E la cosa funziona. Molti suoi amici e colleghi si avvicinano al Teatro più "matusa" di Genova, soprattutto studenti di facoltà scientifiche. In che senso? «Intanto è una constatazione – dice Andrea – d’altra parte sono stati scritti molti libri sul rapporto tra musica e matematica, molti musicisti sono matematici, tra cui due miei professori». Ci si spinge fino a Pitagora. «Insomma, non è un caso», continua.
Ok, oltre agli scienziati, chi viene ai vostri incontri? «Gente di tutti i generi, appassionati e neofiti». Uff, in quanto letterato mi pensavo già spacciato...

Si dice tanto che Genova sia una città chiusa, eppure un esperimento del genere non sembra avere concorrenti. Tutt’al più esistono associazioni di adulti che hanno la sezione “giovani”: «che di solito non va tanto bene», dice Andrea. L’impresa è stata possibile grazie alla serietà dei collaboratori, dei referenti - «il Carlo Felice sta facendo un investimento sul pubblico del futuro», continua l’ideatore della Barcaccia - agli sponsor, che permettono ai ragazzi pagare la tessera annuale solo 5 Eu e addirittura (27 concerti) a 30 Eu: «come un caffè», sorride Andrea.

Il programma del prossimo anno non è ancora definitivo, ma ci sono molti progetti in cantiere. Intanto continua il tradizionale aperitivo del lunedì @ mentelocale. Poi ci sarà un’altra festa, per celebrare la tessera numero quattrocento, e vari altri incontri, con Michele Mannucci, (un pianista giovanissimo di fama mondiale). Infine, una visita dietro le quinte del Carlo Felice con il capo macchinista Rocco Rocca: «Sai», mi confessa Andrea, «ci sono tanti ingegneri meccanici ed edili che hanno sempre la curiosità di andare a vedere cosa succede dietro il sipario…».

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