Concerti Magazine Mercoledì 16 febbraio 2005

In coda per gli U2

Per quanto l’opinione comune (leggi: il Nepi e il Miggino) tenti di dissuadermi con discorsi del tipo: "Ormai sono finiti, sono troppo politicizzati", io, agli U2 sono affezionata ed almeno una delle date italiane di questo tour vorrei godermela come si conviene. Per anni ho progettato e progettato, ma la meta è sempre stata lontana. Nel ’97, c’era il mare, di mezzo, e non solo in senso metaforico. Nel 2001, il G8: desistetti, non appena seppi che la data di Torino (l’unica tappa italiana dell’Elevation Tour) avrebbe coinciso con la gita di Silvio e dei suoi amici in città. Leggi: traffico cittadino e ferroviario costipati.

Per i concerti di Milano e Roma di quest’estate, però, "Non ci saranno santi!", ripetevo da mesi.
Ne ero sicura fino a stamattina. Cioè, fino a che speranze e piedi non si sono raffreddati davanti alla FNAC di via XX settembre. Ecco la triste cronaca.

Con la fidata Anna, avevamo diviso preventivamente il lavoro: lei si sarebbe accampata nel sottopassaggio di Brignole per fare la posta ad Orlandini. Io, in caso di emergenza, avrei fatto picchetto al box office del Ricordi Mediastore. La prevendita dei biglietti era prevista a partire da martedì 15 febbraio: falso allarme, per motivi sconosciuti, tutto è stato posticipato a stamane. La cosa ci inquieta. Ancor più disperiamo quando, ieri sera, il sito della TicketOne blocca le vendite in Rete.
Panico, panico: vedo Bono farmi ciao ciao, mi immalinconisco e mi rifugio stoicamente nello studio, affogando tra qualche linea elastica.

Stamattina, salto come un grillo giù dal letto, quando Anna mi parla di una fila immonda a Brignole: prendo sotto la mia giurisdizione Ricordi e la FNAC. Giunta in via Fieschi poco dopo le 9, appressommi alla vetrina. Non vedendo alcuna ressa, formulo il seguente pensiero: "Devono piovere rane, prima che io possa essere così fortunata".
Siccome il cielo è limpido e non sento il minimo gracidìo, mi pare logico, al banco, sentirmi apostrofare così: «Non sappiamo niente, dei biglietti per gli U2. Forse, avremo qualche notizia dalle 10 in poi». Sbianco. E chi mi conosce sa che è difficile che diventi più pallida di come sono normalmente.
Inizia il tam tam via cellulare con Anna: le ingiungo di non abbandonare Orlandini, corro alla FNAC. La coda si snoda fino in via Cesarea. Mi accodo a testa bassa. Fa freddo, mamma che freddo, lo sconforto generale fa partire il chiacchiericcio: sarà capitato anche a voi, di avere una musica in tes… no, cioè: sarà capitato a tutti di fare una fila, alle poste, dal dottore, che ne so, e di trovare nel proprio malessere un riscontro amplificato da chi divide la piastrella dietro di voi. Io inizio a parlare con un ragazzo dall’accento calabrese. È buffo pensare a quanto sia semplice attaccare bottone in queste situazioni. L’argomento è uno solo, ma tutti hanno la loro da dire. Ogni tanto, qualche curioso si incunea tra la folla, chiedendo: «Cosa regalano?».

Ci facciamo largo davanti alla biglietteria. Nel giro di un’ora, il dramma accade.
Le poche decine di biglietti disponibili per Milano svaniscono in un nanosecondo: vedo qualche fortunato infilarli come refurtiva nel portafoglio. Sono blu e bianchi. Il nome del gruppo è grosso così. Mi commuovo. Con un paio di ragazzi genovesi, su proposta del calabrese, architettiamo un agguato. Ma temiamo di perdere le nostre postazioni nella fila. Desistiamo.
Rimangono i brutti posti nella curva nord di Roma ed uno, dico uno, per la tribuna Monte Mario. Sembra uno scherzo. L’incredula domanda ricorrente è: «Ma… il prato? Che fine hanno fatto i prati di San Siro e dell’Olimpico?». Dieci minuti e anche Roma diventa off-limits. Anna ha abbandonato il sottopassaggio e mi sta raggiungendo: laggiù, di biglietti, non ne hanno nemmeno staccati. Mi parla di persone che aspettavano dalle 6 del mattino, di altri che hanno preso ferie, di genitori che si sacrificavano per i propri figliuoli. Dopo quasi tre ore di coda, sconsolata, esco dalla FNAC con l’attanagliante dubbio: e se più tardi…?
Mi attacco al pc. TicketOne dice che ha chiuso le vendite. Ora vago tra i vari forum in Rete: c’è chi scambia biglietti di Lisbona con Roma. Io, da proporre, non ho neanche quello di Al Bano al Mazda Palace.

Potrebbe interessarti anche: , Vincenzo Spera: «Serve un programma europeo della musica dal vivo» , Don Ciotti, Bollani e Renzo Piano, esempi per il futuro del Belpaese , Sanremo 2018: Leonardo Monteiro con Bianca. Testo e pagella , Festival di Sanremo 2018, i 20 Big in gara e le Nuove proposte , Umberto Tozzi, 40 anni che Ti Amo Live e il tour

Oggi al cinema

Zanna bianca Di Alexandre Espigares Animazione Francia, Lussemburgo, U.S.A., 2018 L’avventura che ha emozionato intere generazioni, per la prima volta in una straordinaria animazione anche in 3D. Guarda la scheda del film