Pax et Sex ora - Magazine

Mostre Magazine Lunedì 14 febbraio 2005

Pax et Sex ora

Magazine - Credevate fosse una roba da lingua di fuori eh? E invece...
Giovedì 17 febbraio - alle 18.30 - verrà inaugurata, presso la Duplex Art Gallery di vico del Fieno 21r, Pax et Sex ora, mostra personale di .

Da sempre legato al mondo della fotografia, Tomasi è stato uno dei primi artisti a passare al digitale nel 1995. Ha iniziato come stampatore e manipolatore d’immagini, insieme al fratello, per i più grandi fotografi (Penn, Salgado, Leibovitz, Avedon). È diventato famoso con le sette modelle virtuali, realizzate interamente al computer con un procedimento che assemblava parti di donne diverse e pubblicate sul magazine GQ.
Da allora, Tomasi prosegue la sua produzione artistica in una costante ricerca che continua - con un sottile fil-rouge - il discorso iniziato proprio con quelle modelle virtuali, concentrando la sua ricerca nella citazione e nella falsificazione dei grandi maestri dell’arte classica.

Nella serie su Venezia, scomodava la nostra percezione e il nostro bagaglio culturale artistico citando i vedutisti, da Vanvitelli a Canaletto, riprendendo, come nel '600 e nel '700 avevano fatto gli stessi nei loro “Capricci”, un paesaggio conosciuto ed inserendovi un qualcosa di inesistente.
Tutto stampato a pigmenti puri su tela, esasperando la percezione di dipinto, tanto da far pensare ad una pittura iperrealista. Come nelle immagini dedicate a Genova presentate nella nuova personale di Tomasi alla Galleria Duplex. Accanto ai paesaggi, Tomasi presenta in mostra i nuovi soggetti. Si tratta ancora di icone femminili che rappresentano una provocazione al mondo contemporaneo. Spesso i volti di queste modelle (virtuali o reali?) sono coperte da una maschera, simbolo universale del “personaggio” non-vero, che ognuno di noi impersona nella vita.

Nella foto: 'Beautiful inside, beautiful outside' di Gian Paolo Tomasi

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