Magazine Lunedì 14 febbraio 2005

Mi ricordo quand'ero portuale

Magazine - Dopo un’incursione teatrale tra banchine e gru attraverso i ricordi di Amanzio Pezzolo nello spettacolo , torniamo a parlare del ventre vivo di Genova: il Porto. Questa volta è Gigi Boero a portarci in quella zona famigerata e misteriosa della città, con il suo libro di racconti La memoria del porto (Liberodiscrivere, pp. 200, 14 Eu) che verrà presentato martedì 15 Febbraio 2005, alle 17.30 presso Palazzo San Giorgio, Sala del Capitano del Popolo. Saranno presenti il Presidente dell'Autorità Portuale di Genova Giovanni Novi e il Presidente del Circolo Ricreativo dell'Autorità Portuale di Genova Giuseppe Canepa. Presenteranno il volume Giovanni Agosti e Giovanni Rebora.

Mentre - nello spettacolo scritto insieme ad Aldo Vinci ed Elio Rosati - ripercorre la storia del porto dalle origini alle ultime lotte della Compagnia, Gigi entra a fondo nelle vicende personali, scrivendo una sorta di diario portuale. Ne ha ben diritto, lui che - classe 1920 - ha passato in porto quella che chiama la sua terza giovinezza (nella prima ha combattuto una dittatura da antifascista, e nella seconda è uscito vivo da un lager. Ora è nella quarta: la pensione, periodo di studio).

Brevi storie di grande valore. Ne La memoria del porto se ne trovano circa 120. Ognuna ha un titolo, un nome (più spesso un soprannome. E qui c’è da perdersi, direi che si distinguono O’ Pastissa, la coppia Settemerde e Caccaloa, O’ Brillantinn-a), un piatto (o Stokke), un azione (Sui Vapori). Dietro ognuno di questi nomi si apre uno spaccato di vita illuminante. Poche righe per descrivere un mestiere, un contesto, il carattere di una persona. Il tutto è accompagnato dalle foto dell’Archivio Fotografico del Circolo dell’Autorità Portuale di Genova. Scandiscono il filo del racconto anche versi in dialetto di Boero e veloci ritratti schizzati a matita di lavoratori del porto.

In fondo si trova un’appendice - Note a margine dei test di Gigi Boero - ad opera di Renato Fancello, che contestualizza i racconti dell'autore e traccia una breve storia del porto e dei camalli. Infine, un utilissimo glossario a cura di Franco Bampi e Carlo Olivari fornisce il significato di tanti termini portuali (copra, braga, cagnaro e via dicendo).
Leggere questo libro è un po' come sentire i racconti di un nonno portuale. Quando sono fatti bene, con passione, ironia e stile (come in questo caso), è sempre una piacevole avventura.

di Daniele Miggino

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