Magazine Sabato 12 febbraio 2005

Italiani? Pizza, mandolino e Witch!

Venerdì scorso, 11 febbraio, nuovo appuntamento nell’ambito del programma di Incontri con il fumetto organizzati presso la Biblioteca De Amicis da : è stato il turno di Alessandro Barbucci, énfant prodige della Disney italiana e, manco a dirlo, genovese. Allievo, come , di G.B.Carpi -di cui, di puntata in puntata, veniamo a scoprire le fisime più nascoste- ha pubblicato il suo primo lavoro a fumetti appena maggiorenne. Nel ’97, nasce il progetto , realizzato in collaborazione con la concittadina Barbara Canepa (assente all’incontro, per via di ingestibili impegni oltralpe). La leggenda narra che Barbara abbia contattato il giovane artista dopo aver visto una sua tavola sul numero 2000 di Topolino. Se la memoria non mi inganna, la sua era una delle tavole più originali realizzate per l’occasione: un disegnatore magrolino, col becco come Archimede Pitagorico ed un codino mefistofelico, guarda con aria dubbiosa una bozza, circondato da decine di topolini stilizzati, appesi alla mobilia, ridanciani, storditi. Osservare Alessandro dal vivo è come rivedere quel disegno: il becco è il corrispettivo del suo naso spigoloso e indossa perfino una felpa col cappuccio simile a quella del suo alter ego di china. Stupefacente.

Quello delle cinque streghette è ormai un successo mondiale: la serie a fumetti è tradotta in decine di Paesi, ne è prevista una trasposizione cartoonesca e vanta numerosi tentativi di imitazione, quello delle modaiole Winx su tutti. Abbandonata la collaborazione con la Disney nel 2000, la coppia è tornata per vie traverse in Italia, proprio a casa di Paperino. Dopo il successo di Monster Allergy in Francia, la storia è stata acquistata dalla major: l’albo, dall’autunno del 2003, ha già riscosso un notevole successo. Le storie, rivolte ad un pubblico di giovanissimi, strizzano l’occhio anche ai grandi, imbevute di fascinazioni esoteriche, e mantengono praticamente intatto lo stile da mangaka di Barbucci che, al tempo della genesi delle Witch tanto scalpore aveva destato.
Il valore del duo è stato ampiamente celebrato anche durante l’ultima edizione di Lucca Comics: a loro, infatti, dopo i premi del 2003, è stata affidata la realizzazione del manifesto per la manifestazione del 2004. Ne ho una copia appesa in camera, e vi assicuro che è una gioia per gli occhi: un Capitan Uncino al femminile, malizioso e dai colori magici, affascinante.

Il tema dell’incontro è l’ideazione e la realizzazione di un personaggio: Alessandro sfrutta le evoluzioni di Noa, la sintobambola protagonista dell’acclamato progetto , per illustrare ai numerosi presenti qualche esempio. La storia, pubblicata per la prima volta in Francia nel '97 e edita in Italia dalla Pavesio, si svolge in un universo popolato da strane creature un po’ umane e un po’ animali. La stessa Noa ha la coda ed il nasino da gatta: uno dei principali cambiamenti è proprio legato alla progressiva eliminazione delle fattezze silvane ed all’aggiunta di minuti particolari nelle espressioni del viso (una fossetta, un’increspatura delle labbra). Il personaggio ed il suo mondo sono nati come sorta di omaggio alla letteratura di fantascienza degli anni ’60: Barbara, non a caso, è un’avida consumatrice della storica collana Urania. Le influenze sono indubbiamente quelle pop e glam di prodotti come Barbarella: la tuta che strizza il corpo della formosa androide dalle fattezze afroamericane ha poco da invidiare a quella in latex rosso che copriva Jane Fonda.
Anche di Monster Allergy vengono svelati alcuni segreti: Zick ed Elena Patata, i due piccoli protagonisti, sono assolutamente antitetici. L’uno, capace di vedere i mostri, è timido, quasi malaticcio: il corpo ne rispecchia l’introversione, è un susseguirsi di linee spezzate. Elena è, invece, una teppa indisponente: la sua spocchiosità ben trapela dagli occhi furbetti e dai riccioli antigravità che le incorniciano la faccia paffuta.

Nonostante la giovane età, insomma, Alessandro e Barbara hanno un curriculum di tutto rispetto, sono apprezzati in metà del globo. Peccato che l’Italia sia poco aperta agli esperimenti editoriali e che molte pubblicazioni siano costrette a chiudere dopo poche uscite, oberate da spese insostenibili. Un esempio di maggiore intraprendenza è sicuramente quello francese. I nostri amati/odiati cugini, infatti, sanno osare maggiormente e puntare su opere sperimentali di artisti emergenti. Ecco perché storie come quella di SkyDoll trovano facile sbocco laggiù.
La storia sembra ripetersi: italiani, popolo di migranti!



Il prossimo incontro: 10 marzo, h.17:30. Gualtiero Schiaffino, "La creatività nella comunicazione".
di Stefania Pilu

Potrebbe interessarti anche: , Rosso Barocco, «l'arte può diventare una passione pericolosa»: l'ultimo noir dei fratelli Morini , Superman, a fumetti la storia dei suoi creatori: eroi del quotidiano con il dono di saper far sognare , Il segreto del mercante di zaffiri di Dinah Jefferies, una drammatica storia romantica , Maurizio De Giovanni, Il purgatorio dell’angelo: tempo di confessioni per il commissario Ricciardi , SenzOmbra di Michele Monteleone, un racconto per ragazzi che piace anche ai grandi

Oggi al cinema

L'arte del sogno Di Michel Gondry Fantastico Francia, 2005 La vita di Stéphane prende una nuova strada quando la madre lo convince a ritornare in Francia, paese in cui ha vissuto la sua infanzia, dove lo attende un lavoro meraviglioso. Stéphane é dotato di una fervida immaginazione che, però,... Guarda la scheda del film