Concerti Magazine Venerdì 11 febbraio 2005

Su la testa!

Magazine - Sono quasi le 18.00 di giovedì 10 febbraio, e mi lancio in una corsa lungo via xx Settembre: alla FNAC verrà presentato il libro Su la testa! 1994-2004: dieci anni di rock italiano.
All'incontro, che subito si trasforma in un amichevole scambio di opinioni, sono presenti John Vignola (autore del libro insieme a Damir Ivic) e , giornalista di Musica, l'inserto di Repubblica.
I due relatori, complice anche la ridotta affluenza, rinunciano a cattedra e microfono, prendendo posto tra gli ascoltatori.

Il titolo del libro sta chiaramente ad indicare una sorta di rivalsa del rock italiano che, secondo l'autore, dal 1994 al 2004 si è reso protagonista di un graduale ma significativo allontanamento da quello straniero. «I protagonisti di questo genere musicale hanno abbandonato alcuni complessi di inferiorità», dice l'autore, e continua: «gli Afterhours, ad esempio, cantavano in inglese e dichiaravano che non lo avrebbero mai fatto nella loro lingua».
Anche se fotografare questa realtà in movimento non permette affermazione sicure, perché il fenomeno è tuttora in evoluzione, Vignola nomina una serie di protagonisti a prova della "sana e robusta costituzione" del rock italiano: Csi, Paolo Benvegnù, La Cruz, Marlene Kuntz e i Giardini di Mirò

Alcuni dei presenti non condividono pienamente la tesi del Vignola; Antonio Vivaldi sentenzia: «Il 1996 può essere considerato un mancato fiorire dopo lo sboccio». Le ragioni di queste mancate emersioni sono da imputare alle radio, che nelle loro programmazioni danno poco spazio a nomi come Csi o Marlene Kuntz, ma anche alle etichette.
A questo punto Vignola racconta quello che lui stesso chiama "l'aneddoto della East West" che «proprio in quel periodo doveva decidere se promuovere Nek o La Cruz. E non scelse il rock».

Anche se non è lecito attribuire ogni responsabilità alle case discografiche, non si può negare che la fine degli anni '90 abbia conosciuto un'ascesa che non sempre e non per tutti si è prorogata fino agli inizi del 2000.
Molti dei nomi sopra citati non sono realmente emersi, almeno non nel panorama musicale nazionale. Alcuni hanno continuato e continuano tuttora a fare musica in "spazi marginali". E proprio in questi luoghi si è svolta la ricerca che ha dato vita al libro che, come dice l'autore, «analizza la scena musicale italiana dal basso, attraverso l'osservazione delle piccole etichette, di quei gruppi che non sono attualmente alla ribalta. Questo per dimostrare che il Rock italiano non è solo Ligabue e Litfiba, ma una serie di realtà che provano, a volte riuscendoci, a "vivere di musica"».

Nella foto: i Marlene kuntz

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