Concerti Magazine Giovedì 3 febbraio 2005

Niente più americanate

Si rimane sempre un po’ spaesati quando ci si rende conto di come viene percepita la canzone italiana all’estero. Viene subito alla mente un Ramazzotti che canta in tedesco e in spagnolo, l’adorazione folle dei francesi per Paolo Conte. Chissà, ci si chiede, quali caratteristiche decidono il successo foresto di alcuni cantanti e la disfatta di altri.
Il mercato inglese è sempre stato più ostico, condizionato com’è dalla lingua più globale che ci sia. Tanto che una volta bisognava far finta di esser straniero anche per sfondare in Italia (pensate alla mitica Self Control di Raf). E anche oggi Elisa fatica a staccarsene. L’ultima a provarci è stata Laura Pausini: ha fatto fagotto ed è partita per l’America. “Esperienza deludente”, dice lei. E infatti è tornata.
Domenica 6 febbraio, dalle 21, è al Mazda Palace con il Resta in ascolto Tour.

Delusione? Come mai? La musica melodica della Pausini, che arriva da dieci anni di successi, è a cavallo di due puledri. Collabora da tempo con cantautori come Antonacci e Vasco, e nell’ultimo album anche con Madonna. Ma a volte spopola per il suo essere molto easy.
Pare sia stata questa seconda tendenza a farle lo sgambetto. Il suo sogno americano si è infranto di fronte alla proposta di diventare un’artista dance. Dance?! Ma figuriamoci! Laura ha rifatto fagotto ed è tornata a casa.

Mentre il suo Resta in ascolto - pubblicato in 40 paesi - ha già vinto due dischi di platino, la Laurona nazionale è nel bel mezzo della tournèe sponsorizzata dalla Barilla. Pare che alla fine ci sia pasta per tutti…

Nella foto: Laura Pausini

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